Crisi umanitaria

Rohingya: Unicef, “12.000 bambini a settimana arrivano nei campi in Bangladesh”

© UNICEF/UN0120413/Brown

Ogni giorno tra i 1.200 e i 1.800 bambini rohingya (il 60% dei nuovi arrivi, oltre 10-12.000 nell’ultima settimana) varcano il confine del Bangladesh, nel distretto di Cox’s Bazaar, per sfuggire alle atrocità della pulizia etnica nello Stato di Rakhine, in Myanmar. Finora, dall’inizio della crisi a fine agosto, sono 320.000 i bambini su oltre 500.000 profughi della minoranza musulmana in fuga dalle persecuzioni dell’esercito del Myanmar. È la drammatica denuncia contenuta nell’ultimo rapporto dell’Unicef “Outcast and Desperate: Rohingya refugee children face a perilous future”. Il rapporto mette in evidenza le “disperate condizioni di vita” dei bambini rohingya “testimoni di atrocità che nessun bambino dovrebbe vedere – ha detto Anthony Lake, direttore esecutivo dell’Unicef: “Questi bambini hanno urgente bisogno di cibo, acqua pulita, servizi sanitari e vaccini per proteggersi dalle malattie che si creano in una situazione di emergenza. Hanno bisogno di educazione, di counseling, di speranza”.

Nel report l’Unicef ricorda che la maggioranza dei rifugiati vive in rifugi insani e sovraffollati costruiti con le proprie mani. “Vivere all’aperto, con scarsità di cibo, acqua potabile e servizi sanitari aumenta il rischio di contrarre nuove malattie”, ha precisato Edouard Beigbeder, rappresentante Unicef in Bangladesh. Sono alti, infatti, i livelli di malnutrizione dei bambini e mancano servizi per mamme incinte e neonati. C’è anche bisogno di sostegno psicologico per i bambini traumatizzati. E alto è il rischio che, nella situazione caotica dei campi, trafficanti senza scrupoli cerchino di sfruttarli e manipolarli. L’Unicef lancia un appello “per porre fine alle atrocità contro i civili nello Stato di Rakhine e di permettere l’accesso immediato agli operatori umanitari”, finora impedito perfino all’Unicef. Il report chiede “una soluzione a lungo-termine alla crisi” che porti al riconoscimento e alla fine delle discriminazioni contro i rohingya. In vista della conferenza dei donatori a Ginevra il prossimo 23 ottobre l’Unicef ricorda la necessità di 434 milioni di dollari per l’emergenza, di cui 76,1 milioni di dollari per i bisogni immediati dei bambini. Le priorità, al momento, sono aumentare gli approvvigionamenti di acqua, servizi sanitari e migliorare l’igiene, per impedire che i bambini si ammalino di gastroenterite e altre malattie, tra cui il morbillo.