Società
“La corruzione non è solo un reato contro la pubblica amministrazione: in realtà è molto di più, dal momento che produce effetti indiretti anche sulla società. È un reato che va contro l’economia e contro la politica, contro tutti i cittadini. Una macchia che inquina la concorrenza e che ha effetti sull’attività di ricerca e sulla fuga dei cervelli. La corruzione è un sistema che impedisce la giustizia sociale, impedendo ai cittadini più poveri di avere le stesse possibilità dei ricchi, perché mette in dubbio il principio di uguaglianza dei cittadini difronte alla legge”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone, parlando questo pomeriggio a Roma nel corso dell’incontro sul tema “Giustizia, lotta alla corruzione e promozione di una cultura della legalità, al tempo di papa Francesco”, promosso dall’Università Telematica Pegaso, dall’Ainc e dal Regno dei SS Pietro e Paolo. Più ci sono disuguaglianze sociali, più è forte la corruzione, è il messaggio lanciato da Cantone. Che ha denunciato la grande difficoltà a quantificare la corruzione: “Nessuno è in grado di dire quanta corruzione c’è nel nostro Paese – ha commentato il presidente di Anac – proprio per la natura oscura di questo reato. Si può però affermare che la corruzione è molto ramificata nei settori pubblici e nelle grandi transazioni internazionali, specie quelle che vedono come protagonisti Paesi in via di sviluppo”. Secondo Cantone, i molti interventi sul tema da parte di Papa Francesco rappresentano “un cambiamento epocale, una sorta di rivoluzione copernicana che fa bene al Paese. “Abbiamo sempre assistito a una sottovalutazione di questo reato – ha spiegato Cantone – basti pensare che anni fa c’è chi teorizzò perfino un sistema per convivere con la corruzione. Pur senza dirlo in termini espliciti, c’è chi sosteneva che la corruzione fosse un male necessario”. Oggi, è il messaggio del magistrato, per fortuna le cose sono cambiate: “La Chiesa è una fortissima agenzia educativa ed è l’unica che ha la capacità di raggiungere un numero enorme di persone. Le parole pronunciate dal Papa fanno capire che la corruzione non può essere perdonata. Questa è una svolta epocale”. Cantone ha poi posto l’accento sulle difficolta per chi denuncia le attività illecite di un’organizzazione pubblica o privata di trovare l’appoggio delle istituzioni. “In inglese viene utilizzato il termine ‘whistleblower’, ma in italiano non esiste una traduzione letterale – ha detto il presidente dell’Anac -. Questo perché tutte le traduzioni hanno sempre qualcosa di negativo, e perché da noi spesso passa l’idea che l’omertà rappresenti un valore. Siamo difronte a una cultura del quieto vivere, ma è proprio da qui che germoglia il seme della corruzione”.