Clero
“Chiesa è bello, è davvero una bellissima esperienza. Quello che inizi questa sera ha una duplice dimensione. Nella tua storia personale ti impegni, davanti a Dio e al suo popolo, a conformare la tua vita all’unico modello di tutti noi, Gesù, nella sua dimensione di servo di Jaweh. Allo stesso tempo, “Sacerdos et Hostia”, offerta a Dio Padre, per riconciliare tutti gli uomini e le donne della terra, sei fatto partecipe della identità dell’unico sacerdote, il Cristo”. Lo ha detto stasera, alla viglia della solennità di Ognissanti, l’arcivescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, mons. Riccardo Fontana, nella Messa nella quale ha ordinato presbitero don Alexander Calderon, che – nato e cresciuto in Ecuador – venuto in Italia per studiare, ha qui scoperto, coltivato e fatto crescere la sua vocazione sacerdotale.
“Illuminare le coscienze – ha proseguito il presule – è il cuore del nostro ministero. Conoscere per far conoscere è la radice della vera pietà cristiana. Non ti confondere con i gesti esteriori e con la banalità, che dilaga nell’Occidente del nostro tempo. Porta con te il fascino semplice della tua Terra di origine, di antichissima cultura incaica, e l’orgoglio per quei valori, che ti hanno condotto a rispettare Dio e il prossimo”. “Il tuo ministero – ha aggiunto l’arcivescovo – sarà efficace se facendoti capire, comunicherai il Vangelo; non ti svendere alle mode del tempo e agli strumenti della logica mondana”. Mons. Fontana ha concluso con un invito: “Dalla scelta di don Alexander, per opera dello Spirito Santo, siamo tutti chiamati alla carità, a condividere ciò che abbiamo ricevuto, ma anche impegnarci a che nessuno si tiri indietro dal fare la propria parte”.