Conferenza italiana superiori maggiori
Cosa fa il “nostro amore”, l’amore di un superiore, “quando siamo davanti al volto, alla storia di un confratello che ha deciso di abbandonare o che è in procinto di farlo e non dice nulla, consumando questo passaggio da solo, come un estraneo in casa, o ti prega solo di accelerare il processo di dimissioni dall’istituto e di secolarizzazione, come un ladro in fuga, o quando, senza un discernimento comunitario, ti comunica che la scelta migliore è quella di un’incardinazione in una Chiesa particolare?”. È la domanda che si è posto padre Luigi Gaetani, presidente della Conferenza italiana superiori maggiori, aprendo a Salerno i lavori della 57ª Assemblea generale della CISM. Ai 120 provinciali in rappresentanza degli oltre 19mila religiosi italiani, padre Gaetani ha detto: “Solo dove l’amore deve confrontarsi drammaticamente con il rifiuto, la resistenza, l’abbandono” è lì “che si vede quanto l’amore è capace di andare fino in fondo e se è capace di arrivare fino alla fine”. Nella sua relazione dal titolo “Un guaritore ferito. Il superiore promotore della fedeltà e della perseveranza”, padre Gaetani ha analizzato il rapporto tra autorità e obbedienza, per dire che la sfida da vincere consiste nella capacità “di uscire da noi stessi per andare verso l’altro, promuovendo una antropologia della convivialità delle differenze, un umanesimo fatto di differenze che convergono”.