Migranti
C’è “consenso sulla necessità e la responsabilità di accogliere migranti e rifugiati” così come sulle “opportunità che l’accoglienza rappresenta per tutti”: è emerso evidente tra i rappresentanti delle organizzazioni religiose e non religiose che hanno partecipato al decimo Incontro del Consiglio d’Europa sulla dimensione religiosa del dialogo interculturale, terminato nel pomeriggio di oggi a Strasburgo. Nelle conclusioni preliminari dei lavori, presentate dai due co-moderatori, gli ambasciatori Erdoğan İşcan e Keith McBean, è emersa la necessità che a fronte degli sviluppi negativi generati dai nuovi populismi e dalle paure diffuse, “le opportunità dell’accoglienza siano messe in luce”, anche perché “il tema e l’emergenza migratoria continueranno ad accompagnare l’Europa o addirittura si acutizzeranno in futuro”. Punto d’incontro tra chi lavora in questo settore, sia mosso da motivazioni religiose o umanistiche, è il principio della dignità umana. Tutte le associazioni che lavorano nell’accoglienza dei migranti e rifugiati sono “parte della soluzione” e hanno le competenze per “esercitare una pressione morale sulla dimensione politica per migliorare l’accoglienza”.
Numerose le indicazioni concrete emerse, tra cui: l’integrazione funziona se l’accompagnamento dura nel tempo e non si limita alla risposta alle necessità primarie; se c’è uno sforzo per far capire a chi arriva come funziona la comunità sociale e civile di accoglienza e per contro se si cerca di comprendere il patrimonio culturale di chi arriva. Incontri e dialoghi sono fondamentali, non limitatamente alla sfera interreligiosa, ma su un più ampio spettro di interessi comuni. Sul fronte più politico si è fatto riferimento alla necessità di affrontare le cause profonde delle migrazioni; alla particolare protezione di cui necessitano donne e bambini, che rappresentano la fetta più consistente dei nuovi flussi; alle responsabilità dei leader religiosi per il loro ruolo e per il loro compito educativo e alla necessità di definire una “task force” tra tutte le realtà che lavorano sul campo per assistere il Consiglio d’Europa in materia di migrazione.