Tour nel continente
Parrocchie, diocesi, Caritas, San Vincenzo, associazioni: in vista del 19 novembre grande mobilitazione delle comunità cattoliche in ogni Paese. Si registrano iniziative ecclesiali a favore di famiglie indigenti, bambini poveri, senzatetto, anziani soli, migranti. Molti i messaggi dei vescovi che richiamano a una carità fattiva e ad “andare incontro” a chi si trova in difficoltà
L’Europa ha risposto in modo forte e chiaro all’invito di Papa Francesco a celebrare una “Giornata mondiale dei poveri” domenica 19 novembre. Non c’è Paese che non si sia sentito interpellato dall’esortazione ad amare “non a parole ma coi fatti”: le iniziative di “incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto” in programma sono innumerevoli. Mentre l’Europa delle istituzioni ha appena firmato a Göteborg il “Pilastro europeo per i diritti sociali” come tentativo di guardare alle fratture del tessuto continentale generate dalla crisi economica degli anni passati, la Chiesa cattolica entra in quelle fratture e s’impegna a “tendere la mano ai poveri, a incontrarli, guardarli negli occhi, abbracciarli, per far sentire loro il calore dell’amore che spezza il cerchio della solitudine”, scrive il Papa nel messaggio per questa che sarà solo la prima delle Giornate mondiali dedicate alle persone indigenti. Difficile scegliere quali iniziative raccontare tra le tante svolte negli ultimi giorni e previste nel fine settimana. La carrellata non è esaustiva, ma vuole solo far percepire il profumo della mobilitazione capillare che si è attivata.
Un centro per famiglie in difficoltà. Tutte le comunità parrocchiali della Romania hanno ricevuto una locandina con tre idee: invitare un povero a pranzo nella giornata di domenica, organizzare in parrocchia un pasto per i poveri, donare l’1% del salario di novembre per la carità. E si è scelto di inaugurare sabato 18 novembre un centro diurno per bambini e famiglie in difficoltà a Campulung nell’arcidiocesi di Bucarest. Il centro porterà il nome del beato Vladimir Ghika, sacerdote martire, “maestro di carità”. All’inaugurazione sarà presente l’arcivescovo Ioan Robu. Nella diocesi di Iasi invece la giornata è stata anticipata a domenica scorsa con l’iniziativa “Un milione di stelle”: in una decina di centri sono state accese candele e lanciati dei messaggi di solidarietà.
Fra treni e autobus… A Zagabriа, capitale della Croazia, nella serata di sabato 18 novembre, gli operatori Caritas insieme ad alcuni volontari gireranno per le stazioni degli autobus e quelle ferroviarie come anche nei tram notturni per incontrare i senzatetto che vi soggiornano e donare loro un pacco alimentare. Sarà dedicata ai poveri la messa delle 11 in cattedrale, seguita da un pranzo con i poveri nella mensa gestita dalle Missionarie della carità. Altrettanto interessanti le iniziative assunte in Germania (messaggi dei vescovi ai fedeli), Austria (“tour dell’emergenza”), Regno Unito (preghiere ed eventi solidali).
Pranzo fraterno a Montmartre. Hanno scelto di apparecchiare la tavola per i poveri, come farà Papa Francesco, tantissime parrocchie in Francia. Così sarà a Parigi, nella famosa chiesa del Sacro Cuore a Montmartre: il nunzio Luigi Ventura presiederà la messa alle 11 e poi si svolgerà un “pranzo fraterno”, seguito dalla visione di un film tutti insieme. Nella chiesa di Saint-Joseph des Nations, sempre nella capitale, è stata allestita una mostra fotografica sul tema dell’indigenza; domenica proiezione del film “Fratello” e poi le “persone della strada” animeranno la messa delle 11.
Il “buffet campagnolo” accoglierà all’uscita “parrocchiani, amici della strada e gente del quartiere”.
Il cantate Gregory Turpin ha accettato di tenere un concerto straordinario di beneficienza nella serata di domenica a Parigi: il ricavato andrà per i senza fissa dimora dell’associazione Le Deuxième Marche. Questa giornata mondiale in Francia coincide con la giornata nazionale del Secours catholique, la Caritas francese.
“Uguali nella diversità”. Dura un’intera settimana la Giornata dei poveri in Bulgaria, ed è cominciata già domenica scorsa per volontà della Conferenza episcopale. La Caritas ha individuato come gruppo più vulnerabile i profughi ai quali è stato dedicato un opuscolo speciale intitolato “Uguali nella diversità”, con suggerimenti per aiutare l’integrazione. È stata inoltre lanciata una piattaforma web in varie lingue, utile anche per abbattere i pregiudizi riguardo ai migranti. Ci sono poi mercatini di beneficienza organizzati dalle Caritas locali; giornate di approfondimento, raccolte di vestiti, scarpe e coperte destinate ai senzatetto.
“Rifugio del mattino”. Numerosi i vescovi che hanno scritto ai loro fedeli in vista della giornata invitandoli a vivere la solidarietà. Molti tra di loro si mobiliteranno in prima persona. Come il vescovo di Reykjavík, in Islanda, mons. David Tencer, che sabato andrà al “Rifugio del mattino” gestito dalle Missionarie della carità dove regolarmente una cinquantina di persone vengono accolte per una “sostanziosa colazione”.
Tantissime le risorse messe in rete per aiutare a pregare o riflettere
in modo “evangelico” sulla ricchezza che l’incontro con il povero regala alle nostre vite: dall’Irlanda, al Lussemburgo, alla Russia, in risposta all’invito del Papa che “a fondamento delle tante iniziative concrete che si potranno realizzare in questa Giornata ci sia sempre la preghiera”.
Di corsa da Bratislava a Roma. L’iniziativa più “creativa” la troviamo in Slovacchia da dove si è mossa alcuni giorni or sono una corsa guidata da don Peter Gombita, responsabile di “Oasi – speranza di una vita nuova”, ong per l’assistenza ai senzatetto. Il sacerdote è partito da Kosice e arriverà dopo 1770 chilometri in Vaticano proprio per la giornata mondiale, per “attirare l’attenzione delle persone in Slovacchia e all’estero sul problema della povertà”. Un modo singolare, ma non banale, per dire che o ci mettiamo tutti a “correre” o i poveri ci precederanno nel Regno dei cieli e noi staremo fuori, come le vergini stolte.