Viaggio apostolico
(da Yangon) “Il Papa, che visita la nostra terra, è un sogno diventato realtà. Era il sogno dei nostri padri, dei nostri nonni. Siamo grati oggi al Papa per questa opportunità che stiamo vivendo. Sentiamo che questa visita è una benedizione per noi”. È monsignor John Saw Yaw Han, vescovo ausiliare di Yangon e coordinatore locale del viaggio apostolico, a parlare al Sir nella sede della casa dell’arcivescovado di Yangon che si trova alle spalle della cattedrale cattolica di Saint Mary e che ospiterà Papa Francesco durante il suo soggiorno in Myanmar dal 27 al 30 novembre. Il Papa alloggerà al primo piano in questa tipica e semplice casa birmana. Sempre al primo piano c’è una piccola cappellina e la sala da pranzo. All’ingresso, nel giardino, campeggia una statua bianca di Papa Francesco con una colomba sulla testa. La cura è massima per ogni dettaglio della visita. Dai 20 bambini, scelti di diverse etnie, che andranno all’aeroporto di Yangon ad accogliere Francesco al suo arrivo in Myanmar, alle dirette tv: per ora sono certe quelle che riprenderanno, il 28 novembre, l’incontro con le autorità politiche nella capitale Nay Pyi Taw e la Messa del 29 novembre al Kyaikkasan Ground di Yangon. Perché il Papa ha scelto di venire proprio qui? “Perché – risponde il vescovo Han – ha a cuore le persone più bisognose e guarda alle periferie. In questo senso, dimostra di essere il pastore che ha l’odore delle pecore”. E aggiunge: “Nel video messaggio rivolto al Myanmar, Francesco ha parlato di riconciliazione, di perdono e di pace nel nostro Paese e ha detto che verrà per riconfermare la comunità cattolica nella sua fede in Dio e nella sua testimonianza nel Vangelo”. Il vescovo in questi giorni sta lavorando in strettissimo contatto con le autorità politiche del Paese per la messa a punto di tutti gli aspetti concreti della visita. Ci sono stati incontri serrati qui, in Myanmar, con sopralluoghi nei posti della visita e in Vaticano tra i responsabili della sicurezza dei due Stati. “C’è stata da parte delle autorità una grandissima disponibilità a lavorare e fare il possibile per favorire e organizzare questa visita”, dice mons. Han. “Il Papa ha fatto un grande dono al nostro Paese decidendo di venire qui. Il Myanmar cercherà di dimostragli tutta la sua gratitudine e ospitalità. Siamo un popolo ospitale, pronto ad accoglierlo”.