Cristiani

Ecumenismo: don Bettega (Cei), “una ‘unità bambina’ è già reale tra noi e le nostre Chiese. Va riconosciuta, custodita e sviluppata”

“È sicuro che una ‘unità bambina’, come è stata definita, in fondo è già reale tra noi e le nostre Chiese. Va riconosciuta, va custodita, va accompagnata, va evidentemente sviluppata”. Lo ha affermato oggi don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, chiudendo ad Assisi il convegno “Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo”. Don Bettega ha ripercorso il cammino compiuto nell’ultimo biennio, partendo dal convegno “a Bari con l’ortodossia, proseguito a Trento lo scorso anno con le Chiese della Riforma e che ha avuto una sua fondamentale premessa l’anno prima a Salerno, nel convegno che ha visto impegnati tanti di noi nel fissare alcuni punti fermi nel nostro dialogo con l’ebraismo”. Infine, i giorni appena conclusi ad Assisi. “Se qui – ha osservato – converge tutto questo lavoro, va da sé che non può finire qui: sarebbe disonesto e forse anche sciocco, sarebbe come innalzare una barricata sul sentiero che abbiamo percorso, un brusco e ingiustificato cambio di direzione”. “Sicuramente sarebbe una mossa imperdonabile”, ha riconosciuto, anche perché in questi giorni “tra le varie Chiese presenti, abbiamo costruito un clima di ascolto e di confronto, di riflessione e di provocazione, che incoraggia”. E “se ci siamo riusciti, nulla vieta che lo si possa proseguire, approfondire, anche esportare nelle nostre comunità sparse in giro per l’Italia”. Don Bettega ha anche annunciato che l’appello finale, il cui lancio era previsto in conclusione di convegno, “verrà ‘licenziato’ il 5 dicembre quando si riunirà il gruppo di una ventina di persone che ha organizzato il convegno per una verifica di questi giorni”.