Devozione

Santa Casa: card. Bassetti, “stimolo ad abitare la società, camminando per una sempre maggiore sua umanizzazione”

“Il mio pensiero in questo momento non può non andare alle tante famiglie ancora senza casa dopo il devastante terremoto dell’anno scorso. Per migliaia di persone anche il prossimo Natale sarà un tempo di disagio e di sofferenza, perché ancora raminghe negli alberghi della regione o in alloggi di fortuna”. Lo ha ricordato, ieri, nella festa della Madonna di Loreto, il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nella celebrazione eucaristica nella Santa Casa di Loreto. “Da questo santuario, faccio mio l’appello di tanti confratelli vescovi e di moltissimi fedeli che ho potuto incontrare nei mesi scorsi nelle zone terremotate dell’Italia centrale, affinché tutti coloro che hanno responsabilità si impegnino per alleviare in ogni modo le sofferenze delle nostre care popolazioni, che hanno innato il senso e il valore della terra, della casa e della famiglia – ha affermato -. Non si può perdere altro tempo, bisogna mettere subito mano alla ricostruzione dei nostri paesi e dei nostri borghi per tornare ad una vita di normalità, di tranquillità, di lavoro e di sano benessere. Alle care popolazioni marchigiane che vivono nella sofferenza per la mancanza della casa, giunga il mio fraterno saluto e l’assicurazione della mia costante preghiera al Signore”.
Ricordando, poi, che “la Casa di Loreto ha solo tre pareti, quasi a simboleggiare l’abbraccio di Dio per tutti noi e il suo invito ad aprirci agli altri”, il porporato ha aggiunto: “Come sottolineava il cardinale Ratzinger all’inizio degli anni Novanta, nel far visita al santuario marchigiano, la Casa di Loreto è stata posta su di una strada, come a dire che casa e strada non si escludono, ma si intrecciano l’una nell’altra. Il santuario lauretano non è la ‘casa privata di una persona, di una famiglia, di una stirpe, ma sta sulla via di noi tutti’ ed è per ognuno di noi lo stimolo ad ‘abitare’ la società, ‘camminando’ per una sempre maggiore sua umanizzazione, nella fraternità e nella pace”.