Vescovi europei

Fine vita: card. Bagnasco (Ccee), “non è lecito togliere la vita a nessuno”

“Non è lecito togliere la vita a nessuno. Nessuna autorità terrena ha diritto di decidere se una persona può togliersi la vita, e tanto meno farsi parte attiva in questo tragico proposito”. È l’accorato appello lanciato dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) aprendo ieri i lavori del 3° Incontro dei Consulenti giuridici delle Conferenze episcopali europee che si sta svolgendo (fino al 12 dicembre) a Lussemburgo. Nella tre giorni di lavoro, i consulenti giuridici di 19 Paesi si confronteranno sulla regolamentazione attorno al cosiddetto “fine vita”. “La vita è un dono di Dio – ha sottolineato il cardinale Bagnasco nel suo intervento – il cui valore e la cui dignità viene dal fatto di essere voluta e amata da Dio. Dunque, non dipende da qualche criterio di utilità o da un sentimento. Siamo chiamati ad amare, difendere e a promuovere la vita a tutti i livelli e in ogni fase dell’umana esistenza”. Per il cardinale Bagnasco, “siamo in un tempo dove nessuno può ritenersi spettatore. Siamo chiamati a pensare e a capire, anche a livello delle leggi, ciò che di buono si può migliorare e a cercare di impedire che siano fatte leggi che – diventando mentalità generale – cancellano i criteri morali fondamentali. Non di rado vediamo che ciò che è cattivo è permesso o promosso, anche se, alla radice, non rispetta la persona umana”.

Al centro dei lavori ci sarà anche il tema delle migrazioni. “La Chiesa, nei Paesi europei – ha detto mons. Augustine Kasujja, nunzio apostolico in Lussemburgo – non vuole cadere nel peccato d’omissione e d’indifferenza, tralasciando le sue responsabilità pastorali e rimanere semplice spettatrice di un processo in marcia condotto da alcuni dirigenti politici, ma sente il dovere di dare il suo contributo cristiano a condividere un destino di sviluppo e di pace di tutti i popoli del continente”. Ed ha aggiunto: “Prima che sia troppo tardi, il futuro dei valori etici, morali e della giustizia relativi alla vita della persona umana, la famiglia, l’accoglienza dei migranti, la protezione dell’ambiente e del clima mondiale, ecc… esige e non deve escludere il contributo di tutti, soprattutto della Chiesa e dei suoi Pastori”.