Emergenza

Migranti: Terre des Hommes, “sempre più drammatiche le condizioni dei minori che arrivano in Sicilia dalla Libia”

“Crisi ipoglicemiche, ipotermia, stati di incoscienza, grave denutrizione, ferite da armi da fuoco, segni di violenze fisiche e di tortura, fra le quali anche bruciature prodotte da plastica sciolta: innumerevoli sono le prove evidenti sul corpo sofferente dei migranti – anche i più piccoli – dell’aggravamento delle condizioni di detenzione in Libia”. Lo denuncia Terre des Hommes. “Le condizioni fisiche e psicologiche dei migranti arrivati con gli ultimi sbarchi a Pozzallo sono davvero allarmanti e di gran lunga peggiori di quelle cui abbiamo assistito nel corso di questi anni”, afferma Marianna Cento, psicologa e responsabile del team di Terre des Hommes a Ragusa. “Le ferite dell’anima che conseguono alle reiterate violenze traumatiche e alle torture subite nei viaggi attraverso il Niger e la Libia, che spesso si sommano a quelle già vissute al Paese d’origine, gridano attraverso i corpi dei migranti e chiedono di essere curate. Reiterati gli abusi sessuali da parte dei trafficanti e i rapimenti e le violenze sessuali da parte di gruppi criminali quali Asma Boys, in particolar modo sulle donne e sulle minori non accompagnate”, continua Marianna Cento. A questo si aggiunge “l’insicurezza in cui ormai le operazioni di salvataggio vengono svolte, molto spesso ostacolate dalla Guardia Costiera libica”. Terre des Hommes è presente dal 2011 in Sicilia con il Progetto Faro di supporto psicologico e psicosociale in favore dei minori stranieri non accompagnati e delle famiglie con bambini, nonché a Ventimiglia con un intervento di assistenza legale ed orientamento per quelli che transitano verso la Francia.
“Inaccettabile è anche l’estrema lentezza dei trasferimenti dei minori non accompagnati dai centri di prima accoglienza a quelli di seconda accoglienza e integrazione – dichiara Federica Giannotta, responsabile progetti Italia di Terre des Hommes -. Se prima dell’accordo con la Libia le ragioni del mancato trasferimento erano dovute all’ingestibile numero degli arrivi e alla carenza di posti disponibili nelle comunità di secondo livello, oggi la situazione è diversa, perché la disponibilità inizia a esserci, eppure la macchina dei trasferimenti continua a non funzionare in modo adeguato. Terre des Hommes registra ancora punte di 13 mesi di permanenza in questi centri a conferma della mancata rispondenza dell’attuale sistema ai dettami della Legge di Riforma n. 47/2017 (legge Zampa) per i minori non accompagnati”. A ciò si aggiungano “le condizioni di estrema variabilità dei servizi offerti dai centri di prima accoglienza (centri Fami, Cas e Cpa), che non assicurano standard minimi uguali per tutti i minori appena sbarcati”.