Lettera
“Se teniamo conto che nella provincia di Benevento il volume annuo di gioco che si registra è pari a circa 336 milioni di euro, dobbiamo prendere atto che tale sindrome è parecchio diffusa”. Lo ricorda mons. Felice Accrocca, arcivescovo di Benevento, nella lettera “Il paese di cuccagna”, sui rischi legati al gioco d’azzardo, alle scommesse e alle slot machine. “La pubblicità a favore del gioco in denaro diviene perciò – denuncia il presule – la prima vera forma d’incitazione colpevole alla dipendenza patologica, una propaganda alle cui storture gli amministratori potrebbero porre rimedio appellandosi a superiori esigenze di salute pubblica”. Di qui la domanda: “In attesa che il Parlamento vari una legge ad hoc, non si potrebbe vietare una tale pubblicità negli stalli pubblici (fiancate degli autobus comprese)?”. Al tempo stesso, aggiunge, “la diffusione capillare di sale gioco, di slot machine e dei distributori di Gratta e vinci, mette ancor più in risalto il gesto virtuoso di quanti, pur potendo arricchirsi sulla patologia altrui, scelgono di non farlo. Queste persone meritano perciò il sostegno tanto degli amministratori quanto dei cittadini”. L’arcivescovo invita quanti sono affetti da “questa schiavitù” a “lasciarsi aiutare, perché è pericoloso illudersi di potercela fare da soli: si finirebbe – inevitabilmente – per aggravare la propria situazione, magari invischiandosi in prestiti usurari, il che vorrebbe dire imboccare davvero una strada senza speranza”. In questo tempo di Avvento, “quando è ormai vicina la celebrazione del Natale e tutta la liturgia ci chiama alla vigilanza”, mons. Accrocca rinnova “a tutti l’invito a custodire se stessi, ad essere vigilanti, perché è facile cadere nella spirale del gioco, un vortice nefasto che alla fine non lascia sul terreno se non disperazione. Custodire se stessi è non tanto un dovere, quanto piuttosto un diritto che tutti noi dobbiamo esercitare perché sia più bella e serena la nostra vita e quella di coloro che vivono intorno a noi e ci sono affidati”. E conclude: “I pastori, me per primo, favoriranno il raggiungimento di un tale obiettivo con alcune scelte essenziali: dando il primato a Dio in ogni cosa, vivendo con sobrietà, espletando un’intensa azione educativa”.