Chiesa in Europa
(Bruxelles) “Proprio come i cristiani hanno svolto un ruolo chiave nella creazione del progetto europeo circa 60 anni fa, sono convinta che l’impegno dei cristiani in questo progetto sia necessario oggi: sono testimoni di speranza. L’Ue ha dovuto affrontare molteplici crisi e i suoi cittadini devono poter guardare al futuro con tale speranza”. Così scrive la vicepresidente del Parlamento europeo Mairead McGuinness, in un contributo sul numero di dicembre di Europeinfos, il mensile della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). Alla speranza si unisce il fatto che le Chiese “con il loro lavoro con i poveri, i senzatetto, i migranti e coloro che soffrono la fame”, scrive ancora McGuinness, “cercano di superare approcci puramente tecnocratici ai problemi sociali. Vedono volti umani, sorridono e cercano di farli sorridere nel mezzo della loro sofferenza”. E “se le Chiese hanno sempre sostenuto il progetto europeo, è perché sono convinte che un tale progetto possa migliorare la vita di uomini e donne”. Nel suo contributo McGuinness cita non solo Papa Francesco, ma anche Benedetto XVI e Papa Giovanni XXIII. E usa parole di apprezzamento per il fatto che le “Chiese raccolgono persone”, non solo per farle pregare, ma anche “per farle riflettere”, come avvenuto durante il congresso “(Re)thinking Europe”: cosa già avvenuta “nel corso della storia”, ogni volta in cui la “Chiesa ha riunito le menti più brillanti per metterne i talenti al servizio del bene comune”.