Società
“Una buona sanità rappresenta per un Paese il livello di qualità dei servizi erogati. Non solo perché la sanità è il 10% del Pil ma anche perché è l’ultimo ammortizzatore sociale veramente funzionante che mette tutti allo stesso livello. L’esempio degli Stati Uniti ci rende bene l’idea dell’opposto negativo”. Lo ha detto Francesco Macchia, dell’Ispe Sanità, in occasione della presentazione dei risultati del progetto triennale “Curiamo la corruzione” oggi a Roma. Dai dati emerge che i settori più a rischio corruzione, secondo i responsabili anticorruzione delle strutture sanitarie, sono gli acquisti e forniture, le liste d’attesa, le assunzioni del personale. Durante l’ultimo anno di osservazione, è risultato che un quarto delle aziende sanitarie ha registrato episodi di corruzione. Inoltre, il dato economico stimato attribuibile a sprechi e corruzione è pari al 6% delle spese correnti annue del Servizio sanitario nazionale. La maggioranza delle aziende sanitarie (51,7%) non ha un piano anticorruzione adeguato. Cosa fare davanti a questo scenario? “La scelta – ha risposto Macchia – ovviamente è tutta politica. Dobbiamo ripartire per rimettere la sanità al centro delle politiche. Dovremmo rifinanziare il Servizio sanitario nazionale anche se diventa difficile un rifinanziamento viste le condizioni economiche del Paese. Ed è per questo che va combattuta la corruzione che aumenta gli sprechi. La sanità per sua natura è costruita su un conflitto di interesse fra chi compra e il fornitore, fra il medico che fa attività privata intramoenia e quello che la fa extramoenia. Eliminare il conflitto è impossibile, quello che si può fare è imparare a gestire il conflitto di interesse con un sistema di valori. Il progetto ‘Curiamo la corruzione’ mira a questo”. A tal fine, “sono stati fatti dei corsi di formazione e giornate di sensibilizzazione che hanno visto partecipare i giovani medici, migliaia di cittadini e operatori. Tutti – ha concluso – impegnati a costruire la cultura contro la corruzione, convinti che la sanità senza corruzione è sicuramente migliore ma anche l’unica possibile”.