Facoltà teologica Triveneto
Una teologia non “da tavolino” ma piuttosto “che si fa in ginocchio”. Questa, in estrema sintesi, è secondo il card. Giuseppe Versaldi, prefetto della Congregazione per l’educazione cattolica, l’indicazione di Papa Francesco affinché la teologia si sviluppi offrendo “il suo specifico ed insostituibile apporto alla missione evangelizzatrice della Chiesa”. Nella sua prolusione al Dies academicus della Facoltà teologica del Triveneto, oggi a Padova, il porporato mette in guardia dalla “teologia da tavolino”, preoccupata esclusivamente “del significato in sé da proporre nella sua oggettività immutabile e meno attenta al modo di cercarlo e comunicarlo”, e sottolinea invece come la “teologia in ginocchio” sia “attenta sia al significato da cercare con senso autocritico, sia alla modalità di comunicazione con cura della capacità di comprensione dei destinatari”. Del resto, chiosa, “la conoscenza di Dio porta a scoprire che Egli è Amore (Deus caritas est) e, di conseguenza, non si può comunicare questa verità senza l’amore che la definisce”. “Una enunciazione fredda e chiusa di verità di fede, anche se di contenuto ortodosso, non è adeguata a trasmettere il fuoco dell’amore di Dio agli uomini e facilmente si traduce in norme la cui osservanza è vincolante a prescindere dalle diverse situazioni concrete (morale casuistica). Mentre, quando la teologia diventa adeguata all’oggetto che studio (Dio-amore) allora da scienza si trasforma in sapienza”. E una “teologia in ginocchio” che “sa integrarsi con la Chiesa locale in uno scambio di carismi preziosi a beneficio degli uomini del nostro tempo per costruire il Regno di Dio a salvezza di quel mondo che Gesù è venuto non a condannare, ma a salvare” è ciò di cui oggi c’è bisogno.