Società

Corruzione in sanità: Binetti (deputata), “il vizio comune è la minimizzazione”

“La microcorruzione è il vero elemento tossico perché impedisce a chi dovrebbe vigilare di farlo realmente, c’è infatti il vizio di minimizzare. L’etica del lavoro ben fatto è una etica che riguarda tutti noi che non dobbiamo giustificare nulla”. Così Paola Binetti, medico psichiatra e deputata, durante il confronto politico dopo la presentazione, a Roma, del progetto “Curiamo la corruzione”. Alla domanda se la sanità italiana sia sempre più privata la parlamentare ha risposto: “Quando qualcuno si ammala alla Camera lo portano al Gemelli che è un esempio di struttura privata con accesso pubblico. Quello che deve essere pubblico deve essere il sistema di controllo. Che il paziente vada in una struttura pubblica o privata non deve interessare; quello che è fondamentale deve essere lo standard stabilito dal pubblico. Per me – ha concluso – il diritto di partenza deve essere il diritto alla salute, che poi lo fornisca l’Umberto I o la struttura privata è indifferente”. Chi attacca l’esecutivo sulla scelta dell’allocazione delle risorse è stata la parlamentare Giulia Grillo. “Sono sotto gli occhi di tutti che sono aumentate le disuguaglianze – ha sottolineato – e nonostante si dica che non ci sono i soldi per rifinanziare il Servizio sanitario nazionale la quantità di denaro che viene spesa per i farmaci supera i 30 miliardi di euro”. Di sistema sostenibile grazie all’aiuto del privato, ha parlato la senatrice Fabiola Anitori: “Oggi conviene delle volte fare un esame del sangue nel privato piuttosto che nel pubblico, quindi, stiamo già andando nella direzione di un servizio sanitario in cui è presente anche il privato. Assistiamo a una integrazione fra pubblico e privato perché dove non arriva il pubblico il privato interviene. Non vedo come un pericolo l’avere una sanità integrata. Il punto principale è la persona, intorno ci deve essere un corredo di valori etici che la proteggono dalla corruzione”.