Economia
(Strasburgo) Il Parlamento europeo approva ad ampia maggioranza (503 voti in favore, 87 contrari e 13 astensioni) l’ennesima riforma della Pac, Politica agricola comune, che nelle intenzione vorrebbe rafforzare la posizione negoziale degli agricoltori nei confronti dei supermercati, migliorare la capacità di far fronte ai rischi di produzione e di mercato e assegnare maggiore flessibilità agli Stati membri per aiutare i giovani agricoltori. Le nuove norme, che entreranno in vigore con l’inizio del prossimo anno, “consentiranno a tutte le organizzazioni di agricoltori riconosciute di pianificare la produzione e negoziare contratti di fornitura per conto dei loro membri, senza violare le regole di concorrenza dell’Ue”, chiarisce un comunicato. Finora, i negoziati collettivi erano consentiti solo in pochi settori come il latte, l’olio d’oliva, le carni bovine o i cereali. Gli agricoltori “avranno strumenti più efficaci per proteggersi dalla volatilità del mercato e da rischi quali le cattive condizioni meteorologiche, i parassiti delle piante o le malattie animali. Le misure volte a stabilizzare il reddito degli agricoltori saranno inoltre adattate meglio alle loro esigenze, ad esempio attraverso un aumento degli indennizzi per l’assicurazione delle colture, degli animali e delle piante, e fondi comuni di proprietà degli agricoltori”.
L’eurodeputato tedesco, e co-relatore del provvedimento, Albert Dess, afferma: “Oggi abbiamo notevolmente rafforzato la posizione degli agricoltori nella catena di approvvigionamento, abbiamo fornito agli agricoltori strumenti migliori contro i rischi del mercato e di produzione e abbiamo aumentato il sostegno ai giovani. Ciò renderà la nostra politica agricola più equa, più semplice, più adeguata alle esigenze degli agricoltori e meglio attrezzata per garantire la sicurezza alimentare dei cittadini dell’Ue”. Paolo De Castro ha guidato la delegazione del Parlamento durante i negoziati con il Consiglio; ora afferma: “Il pacchetto approvato costituisce un risultato importante per i nostri agricoltori: da un lato vengono risolti problemi strutturali dell’impostazione del 2013, dall’altro vengono offerte nuove opportunità agli agricoltori, soprattutto per affrontare le turbolenze del mercato. È giusto sottolineare come questo regolamento sia stato un’importante testimonianza dell’efficacia della procedura di co-decisione, e del ruolo di assoluto protagonismo del Parlamento europeo per realizzare quella che si presenta come una vera e propria riforma di medio termine della Pac”.