Anniversari
Ripensare e rilanciare l’attività della Fondazione Popolurum Progressio alla luce del magistero di Papa Francesco e dei grandi cambiamenti e trasformazioni che si sono verificati in questi 25 anni in America Latina. Mettendo al centro “lo sviluppo solidale e integrale dei campesinos e degli indigeni”. Questo il filo rosso dell’articolata relazione di Guzmán Carriquiri, vicepresidente della Pontificia Commissione per l’America Latina (Cal), intervenuto a Roma in occasione della Conferenza per il 25° della Fondazione Popolorum Progressio. Carriquiri ha messo in evidenza la storica realtà di “mescolamento” di popoli e razze, che caratterizza il Continente, e ha evidenziato il più recente processo di urbanizzazione dell’America Latina: su 625 milioni di abitanti, il 75% è considerato popolazione urbana. Ha inoltre parlato della nuova ondata di povertà che ha investito in questi anni i Paesi latinoamericani, “dopo la decade delle vacche grasse”: in America Latina i poveri sono 168 milioni, di cui 70 vivono in indigenza. “I volti dei campesinos e degli indigeni – ha detto il vicepresidente della Cal – interpellano la carità e la solidarietà dei singoli cristiani, delle comunità cristiane e dell’intera Chiesa”. E ha ricordato il fondamento teologico dell’opzione per i poveri, così come ricordato dal documento finale del Convegno di Aparecida e da Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium. “Per questo, la Fondazione Popolorum Progressio non può non sentirsi confermata e incoraggiata a proseguire prestando il suo servizio ai più poveri, che in America Latina sono i campesinos e gli indigeni”.
Al termine di un’approfondita analisi sull’attenzione data dalla Chiesa a queste persone, Carriquiri ha concluso: “Non c’è dubbio che alla Chiesa viene chiesto di ripensare con urgenza e a fondo la sua presenza attuale nelle comunità agricole e tra i popoli indigeni e di rilanciare una rinnovata evangelizzazione e una pastorale creativa, misericordiosa, solidale e missionaria. Importa, soprattutto, che Cristo sia nuovamente riconosciuto, incontrato, seguito, celebrato e comunicato attraverso il suo Corpo e il suo Popolo, che è la Chiesa”.