Ringraziamento
“Oggi, nel rendimento di grazie a Dio, vi invito ad esprimere anche la riconoscenza per tutti questi artigiani del bene comune, che amano la loro città non a parole ma con i fatti”. Si è conclusa con questo appello alla parte sana della città di cui è vescovo, l’omelia del Papa per il tradizionale “Te Deum” di fine anno. “Provo un senso di simpatia e di gratitudine per tutte quelle persone che ogni giorno contribuiscono con piccoli ma preziosi gesti concreti al bene di Roma”, le parole di Francesco rivolte a quanti “cercano di compiere al meglio il loro dovere, si muovono nel traffico con criterio e prudenza, rispettano i luoghi pubblici e segnalano le cose che non vanno, stanno attenti alle persone anziane o in difficoltà, e così via”. “Questi e mille altri comportamenti esprimono concretamente l’amore per la città”, l’omaggio del Papa: “Senza discorsi, senza pubblicità, ma con uno stile di educazione civica praticata nel quotidiano. E così cooperano silenziosamente al bene comune”. “Ugualmente sento in me una grande stima per i genitori, gli insegnanti e tutti gli educatori che, con questo medesimo stile, cercano di formare i bambini e i ragazzi al senso civico, a un’etica della responsabilità, educandoli a sentirsi parte, a prendersi cura, a interessarsi della realtà che li circonda”, ha proseguito Francesco, secondo il quale “queste persone, anche se non fanno notizia, sono la maggior parte della gente che vive a Roma”. “E tra di loro – ha affermato – non poche si trovano in condizioni di strettezze economiche; eppure non si piangono addosso, né covano risentimenti e rancori, ma si sforzano di fare ogni giorno la loro parte per migliorare un po’ le cose”. Al termine del “Te Deum”, il Papa visita il presepe in piazza San Pietro.