Politica

Mattarella: le elezioni si giocano sul futuro, con proposte realistiche e concrete, cominciando dal lavoro

“L’orizzonte del futuro costituisce”, per il Capo dello Stato, “il vero oggetto dell’imminente confronto elettorale”. In questa chiave “il dovere di proposte adeguate – proposte realistiche e concrete – è fortemente richiesto dalla dimensioni dei problemi del nostro Paese”. Nel discorso di fine anno, il Presidente Mattarella ha tenuto a ribadire: “Non è mio compito formulare indicazioni”. Ma non ha tralasciato un’annotazione che interpreta lo stato d’animo di tutti gli italiani: “Mi limito a sottolineare, ancora una volta, che il lavoro resta la prima, e la più grave, questione sociale. Anzitutto per i giovani, ma non soltanto per loro. È necessario che ve ne sia in ogni famiglia. Al tempo stesso va garantita la tutela dei diritti e la sicurezza, per tutti coloro che lavorano”.
L’analisi del Presidente si è soffermata sulla “velocità delle innovazioni” che si fa “incalzante”, sulla “nuova era” che già stiamo cominciando a vivere e che “pone anche interrogativi sul rapporto tra l’uomo, lo sviluppo e la natura”. Temi su cui si manifesta “una sensibilità crescente, che ha ricevuto impulso anche dal magistero di Papa Francesco”, a cui il Presidente ha rivolto “gli auguri più fervidi”.
La portata di questi cambiamenti è tale che “in questo tempo la parola ‘futuro’ può evocare incertezza e preoccupazione” e non essere più associata a “un’idea positiva di progresso”. Per questo i cambiamenti “vanno governati”, così da “evitare che possano produrre ingiustizie e creare nuove marginalità”. Ed è proprio questa “l’autentica missione della politica”, che deve sapere guidare “i processi di mutamento” per “rendere più giusta e sostenibile la nuova stagione che si apre”, trovando nella Costituzione “la cassetta degli attrezzi” per riuscire in questo compito.