Convegno nazionale
Anche l’astrofisica è stato uno dei temi dibattuti nel Convegno nazionale vocazionale, aperto oggi a Roma. In particolare l’origine dell’universo è stato oggetto della relazione di Marco Rinaldo Fedele Bersanelli, docente dell’Università di Milano. “Oggi – ha detto – sappiamo che l’universo è popolato da miliardi di galassie. Le immagini che abbiamo di questo oceano di galassie fotografano come erano 10-14 miliardi di anni fa perché sono distanti da noi miliardi di anni luce. Negli anni abbiamo cercato di indagare da dove proviene la luce”. “Negli ultimi 25 anni – ha ricordato – mi sono dedicato al progetto di un telescopio, chiamato Planck, che raccoglie la luce e fa una specie di scanner di tutto il cielo. Questo telescopio ha fotografato la luce primordiale, come appariva l’universo 14 milioni di anni fa. È come fare una fotografia prenatale del nostro universo. Nei miliardi di anni si è costruita la complessità, la vita e noi stessi che siamo capaci di vedere questo spettacolo”. “La scienza supera se stessa: quello che viene scoperto è già desueto e superato l’anno dopo ma l’arte è in grado di trattenere qualcosa”, ha aggiunto. L’astrofisico, a questo proposito, ha fatto vari esempi citando Cigoli, pittore del 1600, che ha raffigurato i crateri della Luna osservati per la prima volta da Galileo Galilei e le galassie nel cielo dipinte da Van Gogh nel quadro “Notte stellata” così come a fine ‘800 erano state viste con gli strumenti dell’epoca. Il docente ha quindi presentato la sua ipotesi, al vaglio degli studiosi attualmente, che la torre maggiore della Sagrada familia di Barcellona sia la rappresentazione della teoria dell’espansione dell’universo, sviluppata sulle teorie di Einstein, in cui l’apice corrisponde all’origine e la base il qui e ora, ovvero il nostro presente sulla Terra in relazione all’universo.