Omelia
“Per trovare Gesù bisogna lasciare la paura di mettersi in gioco, l’appagamento di sentirsi arrivati, la pigrizia di non chiedere più nulla alla vita. Occorre rischiare, semplicemente per incontrare un Bambino. Ma ne vale immensamente la pena, perché trovando quel Bambino, scoprendo la sua tenerezza e il suo amore, ritroviamo noi stessi”. Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco nell’omelia per la festa dell’Epifania, celebrata oggi nella basilica di San Pietro. Secondo il Papa, “camminare”, la seconda azione compiuta dai Magi, “è essenziale per trovare Gesù”. “La sua stella – ha aggiunto – domanda la decisione del cammino, la fatica quotidiana della marcia; chiede di liberarsi da pesi inutili e da fastosità ingombranti, che intralciano, e di accettare gli imprevisti che non compaiono sulla mappa del quieto vivere”. “Gesù si lascia trovare da chi lo cerca, ma – ha ammonito – per cercarlo bisogna muoversi, uscire. Non aspettare; rischiare. Non stare fermi; avanzare”. “È esigente Gesù”, ha rilevato Francesco, spiegando che “a chi lo cerca propone di lasciare le poltrone delle comodità mondane e i tepori rassicuranti dei propri caminetti”. Farlo, “ne vale immensamente la pena, perché trovando quel Bambino, scoprendo la sua tenerezza e il suo amore, ritroviamo noi stessi”. “Mettersi in cammino non è facile”, ha riconosciuto Francesco, osservando che comportarsi come sacerdoti e scribi citati nel Vangelo dell’Epifania, “può essere la tentazione di chi è credente da tempo: si disquisisce di fede, come di qualcosa che si sa già, ma non ci si mette in gioco personalmente per il Signore. Si parla, ma non si prega; ci si lamenta, ma non si fa il bene”. “I Magi, invece, parlano poco e camminano molto”, sono stati “sempre in movimento”.