Indagine Regione-diocesi
Dei 350mila giovani piemontesi di età compresa tra i 15 e i 35 anni che, almeno per una volta, tra il 2015 e il 2016 hanno iniziato un rapporto di lavoro, il 24% ha sottoscritto un contratto a tempo indeterminato. Oltre il 40% dei giovani assunti complessivamente, anche solo per una settimana, ha meno di 25 anni mentre nel triennio 2014-2016 sono state avviate più di 10mila imprese individuali con titolare di età compresa tra i 15 e i 29 anni. Sono alcuni dei dati contenuti nell’indagine “Chi offre e crea lavoro in Piemonte”, che è stata presentata oggi a Torino. Si tratta di uno studio dedicato al lavoro giovanile, frutto della collaborazione tra Regione e diocesi piemontesi. “Attingendo ai dati delle comunicazioni obbligatorie delle imprese – si legge in una nota – sono stati analizzati più di 650mila avviamenti al lavoro che hanno riguardato 350mila giovani piemontesi di età compresa tra i 15 e i 35”. Emerge che nel biennio 2015-2016 oltre 97.300 giovani (il 27,8% del totale) sono stati impegnati a fabbricare o produrre qualcosa, dei quali il 12,8% in una fabbrica, il 6,8% in un’azienda agricola, il 4,6% in un cantiere edile (il 4,6%) e il 3,6% in una bottega artigiana. Circa 94.600 si sono dedicati invece a vendere beni e servizi, di cui 46.977 (13,6%) in alberghi, bar e ristoranti, 35.112 (10%) in negozi e supermercati e 12.548 (3,6%) nell’help-desk. Altri 57.200 under 35 sono invece stati occupati nella gestione di problemi, informazioni e procedure, la maggior parte di loro in un ufficio, studio amministrativo o professionale mentre 31.126 giovani si sono impegnati nella movimentazione di persone e merci, oltre 27.200 hanno iniziato a lavorare sul dialogo e l’insegnamento (17.600 in scuole o agenzie formative, 9.600 in attività legate allo spettacolo). Infine, 41.749 giovani si sono presi cura di qualcuno o di qualcosa, prestando assistenza nelle strutture (2,2%), in famiglia (il 3,3 %), oppure occupandosi della pulizia dei locali e dell’ambiente urbano (3,5%), o di attività di vigilanza e sicurezza. E se è stata riscontrata una sostanziale parità tra generi (51,6% uomini e 48,4% donne), le occasioni di lavoro hanno interessato al 79% giovani italiani, al 21% stranieri, più della metà dei quali extracomunitari. È andato crescendo il numero imprese individuali avviate da under29; delle 2800 aziende avviate nel 2014, inoltre, il 70,7% è ancora operativo a tre anni di distanza. Particolarmente positiva, la performance delle aziende giovanili nel settore agricolo, che si caratterizzano per un indice di sopravvivenza superiore alla media (87,32%), per un numero notevole di nuove iscrizioni (9,3% del totale) e per un incremento molto significativo di nuove attività imprenditoriali nell’ultimo anno (+453%).