Reinserimento

Papa in Cile: al carcere femminile di Santiago, “i figli sono forza, sono speranza”. Gesù “va oltre ogni scherno”

I figli “sono forza, sono speranza, sono stimolo. Sono il ricordo vivo che la vita si costruisce guardando avanti e non indietro”. È ai bimbi delle detenute del carcere femminile di Santiago che il Papa si è rivolto per spingere le sue “ospiti” a non rinunciare a credere in un futuro migliore. “Oggi siete private della libertà, ma ciò non vuol dire che questa situazione sia definitiva”, ha assicurato Francesco: “Niente affatto. Sempre guardare l’orizzonte, in avanti, verso il reinserimento nella vita ordinaria della società”. Poi l’apprezzamento e l’invito “a intensificare tutti gli sforzi possibili” affinché i progetti come “Espacio Mandela” e “Fundación Mujer levántate” possano “crescere e rafforzarsi”. “Il nome di questa Fondazione mi fa ricordare quel passo evangelico in cui molti prendevano in giro Gesù perché diceva che la figlia del capo della Sinagoga non era morta, ma addormentata”, ha detto Francesco riferendosi all’episodio evangelico della figlia di Giairo: “Di fronte allo scherno, l’atteggiamento di Gesù è paradigmatico: entrando dove stava lei, la prese per mano e le disse: ‘Fanciulla, io ti dico: alzati!’”. “Questo tipo di iniziative sono segno vivo di Gesù che entra nella vita di ognuno di noi, che va oltre ogni scherno, che non dà per persa nessuna battaglia, ci prende per mano e ci invita ad alzarci”, ha commentato il Papa: “Che bello che ci siano cristiani e persone di buona volontà che seguono le orme di Gesù e sanno entrare ed essere segno di quella mano tesa che fa rialzare”.