Reinserimento

Papa in Cile: al carcere femminile di Santiago, il carcere non è “un castigo”, “la società ha l’obbligo di reinserire tutte voi, dovete esigerlo”

“Tutti sappiamo che molte volte, purtroppo, la pena del carcere si riduce soprattutto a un castigo, senza offrire strumenti adeguati per attivare processi”. Lo ha denunciato il Papa, salutando le detenute del carcere femminile di Santiago. “E questo non va bene”, ha commentato. “La società ha l’obbligo di reinserire tutte voi”, ha aggiunto a braccio: “Ognuna di voi, verso il reinserimento. Questo dovete mettervelo in testa, dovete esigerlo”. Gli spazi che “promuovono programmi di apprendistato lavorativo e di accompagnamento per ricomporre legami sono segno di speranza e di futuro”: “Adoperiamoci perché crescano”, l’invito. “La sicurezza pubblica non va ridotta solo a misure di maggior controllo ma soprattutto va costruita con misure di prevenzione, col lavoro, l’educazione e più vita comunitaria”, la ricetta di Francesco, secondo il quale “la vita fiorisce, la vita riesce ad offrirci la sua più grande bellezza quando riusciamo a lavorare insieme gli uni con gli altri per far sì che la vita vinca, che sia sempre più forte”. Infine il saluto a tutti gli operatori pastorali, i volontari, il personale, i funzionari della Gendarmeria e le loro famiglie: “Prego per voi. Voi avete un compito delicato e complesso, e per questo auspico che le autorità possano assicurarvi anche le condizioni necessarie per svolgere il vostro lavoro con dignità. Dignità che genera dignità”. Dopo lo scambio dei doni e una foto con le guardie carcerarie, il Papa si è recato in auto alla Cattedrale di Santiago, per l’incontro con il clero e con i vescovi.