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Papa in Perù: messa a Huanchaco, no a “violenza organizzata, mancanza di educazione e lavoro, mancanza di un alloggio sicuro”

“Ci sono cose che non si improvvisano e tanto meno si comprano”, e “l’anima di una comunità si misura da come riesce ad unirsi per affrontare i momenti difficili, di avversità, per mantenere viva la speranza”. Ad assicurarlo è stato il Papa, che nell’omelia della Messa celebrata oggi a Huanchaco ha spiegato che “la fede ci apre ad avere un amore concreto, fatto di opere, di mani tese, di compassione; che sa costruire e ricostruire la speranza quando tutto sembra perduto”. “Dio asciuga le lacrime dei suoi figli”, ha ricordato Francesco, e lo fa “con la stessa tenerezza di una madre che cerca di asciugare le lacrime dei suoi figli”. “Com’è bella la domanda che ci farà il Signore: quante lacrime hai asciugato oggi?”, ha esclamato il Papa. “Altre tempeste possono sferzare queste coste e, nella vita dei figli di queste terre, hanno effetti devastanti”, ha affermato Francesco entrando nel vivo dei problemi dei cileni: “Tempeste che ci interpellano anche come comunità e mettono in gioco il valore del nostro spirito”. E le ha elencate, queste tempeste: “Si chiamano violenza organizzata, come il ‘sicariato’ e l’insicurezza che esso crea; la mancanza di opportunità educative e di lavoro, specialmente tra i più giovani, che impedisce loro di costruire un futuro con dignità; la mancanza di un alloggio sicuro per tante famiglie costrette a vivere in zone ad alta instabilità e senza accessi sicuri; come pure tante altre situazioni che voi conoscete e soffrite, che come le peggiori inondazioni abbattono la mutua fiducia, tanto necessaria per costruire una rete di sostegno e di speranza. Inondazioni che investono l’anima e reclamano da noi l’olio che abbiamo per farvi fronte”.