Convegno
(dall’inviato ad Assisi) “La militanza è la connotazione particolare del sacerdote dell’Azione Cattolica”. Lo ha ricordato Francesco Sportelli, docente di Storia del cristianesimo e delle chiese all’Università della Basilicata, intervenuto al convegno nazionale degli assistenti regionali, diocesani e parrocchiali di Ac, Fuci, Meic e Mieac dal titolo “Memoria del futuro. Da 150 anni il prete a servizio dell’Ac”, aperto oggi ad Assisi. Ripercorrendo la storia del ruolo dell’assistente ecclesiastico, lo storico ha presentato i diversi temi, di volta in volta al centro del dibattito, relativi al ruolo degli assistenti, dalle “commistioni della veste talare con i costumi laici” alla “capillare presenza di questo tipo di prete nell’associazione”, definita con la riforma dell’Azione Cattolica operata da Pio XII. Un excursus che ripercorre alcune tappe principali. Lo storico ha ricordato che, tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, furono allentati i legami tra il sacerdote e i laici nell’organizzazione. “Non è più un dirigente come gli altri. La differenza si riflette nel fatto di non partecipare ad alcuna votazione. L’assistente era presente nell’associazione per esercitare un controllo. Con la riforma di Pio XII invece diventava centro propulsore dell’associazione”. Fu, in particolare, nello statuto scritto al termine della seconda guerra mondiale che “l’assistente divenne funzionale alle esigenze di unità e indipendente dalla gerarchia”. Una figura che negli anni Sessanta fu “rivista” da Paolo VI, “alla luce della Lumen gentium”. “Papa Montini si chiese cosa restava da fare al sacerdote di Azione Cattolica ora che il laicato è dichiarato adulto – ha aggiunto lo studioso -. E diede una risposta: ‘Moltissimo nella formazione dei laici’. Infatti, il primo compito divenne quello di essere educatore”. Infine, Sportelli ha individuato un tratto comune che ha unito nel tempo le diverse generazioni di assistenti di Ac, “una storia di assistenti, preti in centro e nelle periferie, che hanno saputo riorientare vite. Preti che hanno formato tanti italiani a credere consapevolmente”.