Cultura
“Rispetto agli anni precedenti abbiamo voluto far precedere il premio da un laboratorio di scrittura, per aiutare i detenuti ad acquisire una base letteraria per scrivere i loro racconti”. Lo racconta a “Vatican News” Antonella Bolelli Ferrera, curatrice del premio letterario Goliarda Sapienza, che quest’anno ha coinvolto 60 detenuti. A guidarli nel percorso di preparazione dei loro racconti, tutor letterari d’eccezione: oltre a Dacia Maraini, madrina del premio, anche Erri De Luca, Nicola Lagioia, Gianfranco Carofiglio, Cinzia Tani, Romana Petri, Serena Dandini, Paolo Di Paolo, Antonio Pascale, Maria Pia Ammirati, Marcello Simoni, Pino Corrias, Andrea Purgatori, Federico Moccia, Massimo Luglio e Giulio Perrone. I partecipanti alle lezioni, ogni settimana per due ore, hanno avuto la possibilità di confrontarsi con professionisti della scrittura. “I racconti che sono venuti fuori – continua la curatrice – sono stati tutti molto belli. Alla fine abbiamo scelto i 15 finalisti, facendo attenzione allo stile e alla capacità d’intreccio nella narrazione. Tanti di loro si sono ispirati alle proprie situazioni personali, ma c’è anche chi ha preferito scrivere, ad esempio, un racconto di fantascienza, molto realistico in realtà”. “In carcere – conclude Antonella Ferrera – si scrive moltissimo, un po’ per non sentire la solitudine, ma anche per far passare quel tempo che tra quelle mura sembra eterno. È un atto di libertà”. Fino all’11 marzo sarà possibile leggere e votare i racconti finalisti attraverso il portale Vaticanews.va.