Nuova legge
Il cardinale Willem Eijk, referente per le questioni etiche della Conferenza episcopale dei Paesi Bassi, in un contributo pubblicato oggi sul sito della Conferenza esprime la sostanziale condivisibilità della legge sul trapianto approvata dalla Camera alta il 14 febbraio secondo cui tutti gli olandesi maggiorenni sono potenziali donatori di organi, salvo esplicito rifiuto. La donazione degli organi post-mortem, scrive il cardinale è un “atto di carità cristiana e di solidarietà”, anche se non si può rivendicare “alcun diritto libero e illimitato” sugli organi: “una persona deve essere in grado di decidere liberamente di mettere a disposizione il proprio corpo per la donazione di organi dopo la morte”. Il sistema approvato in Olanda prevede che tutti i cittadini maggiorenni – non iscritti nel registro dei donatori – riceveranno una lettera a cui rispondere per dire la propria disponibilità o meno al trapianto o se dovrà essere una persona da loro esplicitamente menzionata a decidere. La mancata risposta alla lettera (cui ne seguirà un’altra 6 settimane dopo) renderà la persona automaticamente donatrice. Il porporato puntualizza che l’espianto può avvenire solo quando è stata “diagnosticata una morte cerebrale totale, anche se la respirazione e la circolazione sanguigna sono ancora attive a motivo dell’intervento medico” e che secondo l’etica cattolica “non tutti gli organi sono trapiantabili”: sono esclusi quelli che hanno a che fare con “l’identità personale”, come il cervello o parti di esso e gli organi riproduttivi.