Visita pastorale
“Attendiamo con gioia la visita di Papa Francesco nella parrocchia di San Gelasio, che definiamo in positivo un vero e proprio laboratorio sociale e spirituale. In questa parrocchia, infatti, grazie all’ottimo rapporto con il parroco don Giuseppe Raciti e con don Alfio Carbonaro da anni abbiamo realizzato alcuni progetti innovativi per il sostegno e l’accompagnamento delle persone fragili”. È quanto dichiarano congiuntamente Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e Luca Serangeli, presidente dell’Unione Sportiva Acli Roma nell’imminenza della visita che Papa Francesco farà nel pomeriggio di domenica 25 febbraio alla parrocchia romana di San Gelasio, a Ponte Mammolo, realtà nella quale il Sistema Acli di Roma ha avviato da anni alcuni progetti innovativi in ambito sociale e sportivo. “In particolare – spiegano Borzì e Serangeli – grazie al progetto ‘Pane a chi serve 2.0’ sosteniamo la mensa parrocchiale che accoglie decine di persone che non hanno la possibilità di fare almeno un pasto dignitoso al giorno”. “A questo – proseguono – abbiamo aggiunto l’apertura dello sportello per l’esigibilità dei diritti avviato durante il Giubileo come segno tangibile di Misericordia dal quale è nato anche un Circolo Acli”. “In ultimo, ma non per importanza, a san Gelasio è stato avviato un importante percorso di integrazione e socializzazione attraverso lo sport in particolare con il Torneo delle parrocchie ‘San Giovanni Paolo II’ organizzato dall’Us Acli Roma al quale ha preso parte anche la Comunità Ebraica di Roma e alcuni Centri di accoglienza e integrazione dei migranti”. “Sarà una vera emozione – concludono Borzì e Serangeli – potere ascoltare il Papa insieme ai nostri volontari impegnati ogni giorno per la comunità parrocchiale grazie anche al sostegno del parroco don Raciti”. “Con le Acli e con l’Unione Sportiva – conferma don Raciti – si è creato nel corso del tempo un rapporto davvero ottimo e il loro prezioso contributo, insieme a quello delle altre realtà con le quali collaboriamo, permette ogni giorno alla nostra parrocchia di diventare un luogo dove è possibile non soltanto pregare, ma anche trovare aiuto e accoglienza”.