Politica
(Bruxelles) “L’Europa deve cambiare per dare risposte più efficaci ai cittadini. Serve un bilancio Ue politico, che rifletta le priorità dei popoli europei su sicurezza, immigrazione e disoccupazione”. Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, è intervenuto in apertura del summit informale dell’Unione europea in corso a Bruxelles. Due i temi sui quali si è maggiormente soffermato: il futuro bilancio Ue e il processo di selezione del presidente della Commissione europea (Spitzenkandidaten). Tajani ha affermato che per il budget comunitario “sono necessarie più risorse. Non è il momento per facili demagogie. Un bilancio inadeguato si tradurrebbe nella mera illusione di risparmio. In realtà, comporterebbe più spesa nazionale e l’incapacità dell’Unione di attuare politiche efficaci sui temi chiave. Penso alla lotta alla disoccupazione giovanile attraverso reindustrializzazione e innovazione, la modernizzazione dell’agricoltura, coesione territoriale, transizione energetica, infrastrutture di rete e digitalizzazione. Così come, non è possibile far fronte comune su difesa, lotta al terrorismo, controllo delle frontiere, gestione dei flussi migratori e Piano Marshall per l’Africa, senza incrementare i fondi Ue”.
“Ogni singolo euro speso a livello Ue in questi settori, ha un effetto moltiplicatore maggiore rispetto a un euro speso a livello nazionale”; ma “l’aumento del bilancio non deve pesare sulle tasche dei contribuenti. Dobbiamo utilizzare nuove risorse proprie, che portino maggiore equità per i contributori netti. Queste risorse devono venire da chi, oggi, le tasse non le paga. Penso alle piattaforme digitali, che versano pochissimo e solo in alcuni Stati membri, alle transazioni finanziarie a carattere speculativo o, alle importazioni favorite dal dumping ambientale”. Tajani ha poi sottolineato la necessità di adottare un Piano europeo per la natalità e la famiglia: “Si tratta di un’iniziativa fondamentale per permettere ai genitori di conciliare famiglia e lavoro”. Il presidente si è detto d’accordo con il criterio della “condizionalità” sui fondi strutturali: “Chi non partecipa in maniera piena e solidale alla gestione dei flussi migratori e non rispetta le regole dell’Unione, deve pagare dazio. Abbiamo discusso la possibilità di introdurre l’elemento della condizionalità, per persuadere gli Stati membri che si mostrano reticenti ad offrire il proprio contributo sui rifugiati”.
Per quanto riguarda il metodo degli Spitzenkandidaten, Tajani ha ricordato che il Parlamento europeo ha approvato a larga maggioranza, due settimane fa, la modifica dell’accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea. Con questa modifica l’assemblea abbraccia la prassi degli Spitzenkandidaten, già utilizzato nel 2014 per la nomina del presidente Juncker.