Dialogo

Cina: Lu (Peking University), 38 milioni il totale dei cristiani di diverse “categorie”. Ma nel Paese “la ricerca quantitativa è un’arte”

Quanti sono i cristiani (di tutte le confessioni) in Cina? Negli ultimi 10 anni i numeri resi noti da diverse fonti sono diversissimi: da 16 milioni a diverse decine di milioni. Un balletto di cifre che “implica complesse considerazioni politiche e religiose”, secondo Yunfeng Lu (Peking University), intervenuto alla conferenza internazionale “Cristianesimo in Cina. Impatto, interazione ed inculturazione” in corso alla Pontificia Università Gregoriana. A partire dalla difficoltà di condurre un’indagine sulle appartenenze religiose. Lo studioso richiama quella condotta dall’Istituto per le scienze sociali e sociali dalla quale emerge l’esistenza di 25 province. Cinque le religioni principali: buddismo, taoismo, protestantesimo, cattolicesimo e islam. Nel 2012, spiega, le domande sull’appartenenza religiosa sono state riformulate da “di che religione sei?” a “In quale dio credi? Budda? Il dio protestante? Il dio cattolico? Gli spiriti? Gli antenati?”. Lo scopo è il miglioramento delle rilevazioni per individuare i cosiddetti “cristiani nascosti”. L’universo cristiano in Cina comprende infatti diverse categorie tra “aperti”, “nascosti”, “nominali”, “praticanti”. Nel 2016 il totale complessivo ammonta a 38 milioni. “In Cina – conclude lo studioso – la ricerca quantitativa è un’arte perché il concetto cinese di religione è molto confuso”.