Società

Usura ed estorsione: mons. D’Urso (Fondazione Antiusura), “dalla politica locale nessuna risposta alle nostre richieste d’aiuto”

“Sollecito l’intervento del governo perché quando rivolgiamo una domanda vorremmo delle risposte. I fondi per coadiuvare l’azione antiusura e supporto alle vittime di usura sono molto limitati”. Così mons. Alberto D’Urso, presidente della Fondazione Antiusura ha richiamato all’attenzione al problema tutte le Istituzioni durante la presentazione a Bari dei dati e del bilancio 2017 della Fondazione. “Mi rivolgo – ha continuato – anche al Parlamento, alla Regione Puglia, ai sindaci della nostra Regione che non possono ignorare l’esistenza della nostra Fondazione che aiuta le persone del territorio. A volte mandiamo lettere anche a loro ma non ci arrivano risposte e quando abbiamo un dialogo tutto rimane fermo agli episodi. E questo è invece un problema della quotidianità della gente che non riesce a portare il pane quotidiano a casa perché manca il lavoro o lo ha perduto. E contestualmente aumenta la potenza della malavita perché quando le persone sono nel bisogno sono più facilmente raggiungibile e tentato dal cogliere l’aiuto di chi glielo può dare in quel momento. Oggi si continua a chiamare, in taluni casi, l’usuraio come benefattore perché è lui, in quel momento, a darti una, pessima, risposta al tuo problema”. I dati registrati negli ultimi cinque in Puglia, infatti, non sono ancora soddisfacenti. In media nel quinquennio la provincia di Bari (206 casi in media) è la più segnata, segue la provincia di Foggia (168) mentre per l’usura dopo il capoluogo di Regione (8) si colloca Taranto (7). È in questo difficile contesto che la Fondazione Antiusura San Nicola e Santi Medici ha dovuto operare.