Domenica delle Palme

Diocesi: mons. Tisi (Trento), “ritrovare le coordinate della speranza che sembriamo aver smarrito”

“La bonifica del mondo passa attraverso la speranza cristiana, che coincide con il perdono e la misericordia, niente meno di questo. Chiesa di Trento, ritorna a quel Vangelo! Lasciati interpellare dal Cristo crocifisso! In un mondo dove tutto può essere geo-localizzato, prova tu, per prima a ritrovare le coordinate della speranza, che sembriamo aver smarrito”. Lo ha detto ieri l’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, durante l’omelia della messa della Domenica delle Palme, che ha presieduto in cattedrale. “Gesù racconta Dio con il suo vivere e il suo morire – ha aggiunto il presule –. La sua è una narrazione esistenziale. La sua straordinarietà non si situa sul terreno del religioso, ma abita anzitutto l’umano”. Per questo motivo, “per accreditarlo serve abitare la concretezza della vita, ben più dei libri. Sembra il passaggio più naturale, e invece su questo terreno siamo tutti deficitari. Uomini e donne che parlano di Dio se ne trovano, un po’ meno uomini e donne che vivono una vita alla maniera del Dio di Gesù di Nazareth”. L’arcivescovo ha continuato poi con la metafora: “Gesù non ha scritto nulla, ma ha lasciato uno scritto esistenziale, la sua vita: davanti a essa ogni uomo e donna, nella libertà, è chiamato a prendere posizione”. Poi, è tornato a parlare della speranza, citando il cardinale Martini, che considerava “il peccato come la mancanza di speranza”. “La croce di Cristo è l’unica fonte autentica di speranza – ha spiegato il presule -. Ed è per questo che Egli, sulla croce, ci libera dal peccato: perché ci restituisce speranza. Il Dio di Nazareth, spendendosi fino all’ultimo sulla croce, ricostruisce le ragioni della speranza attorno a un nuovo concetto di giustizia: l’amore senza se e senza ma – ha concluso –. Da qui non possiamo prescindere. Più saremo capaci di avvinarci alla sua capacità di amare, più vivremo nella speranza e la sapremo donare anche agli altri”.