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“Avvenire” dedica il suo titolo principale di prima pagina alla trattativa politica per la formazione del nuovo governo, con la sfida sul premier tra Salvini e Di Maio, mentre l’Europa mette i paletti sulla sostenibilità economica. L’editoriale è affidato a Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, che ragiona sulla cattura di un presunto jihadista del Daesh in Puglia: “La notizia dell’arresto a Foggia di Abdel Rahman è di particolare gravità. Questo 59enne egiziano, con cittadinanza italiana, predicava odio e fanatismo religioso, indottrinando bambini sul ‘martirio’ e sulla necessità di praticare la violenza anche in forme molto cruente contro i ‘miscredenti’. Nonostante la sconfitta militare e politica di Isis/Daesh in Medio Oriente, la sua perversa e rozza ideologia jihadista può ancora fare molto male, come si è visto recentemente a Carcassonne o nel barbaro omicidio antisemita di Mireille Knoll, anziana scampata alla Shoah. Essa continua a far presa su una generazione di giovani e giovanissimi europei di seconda o terza generazione dall’identità incerta, fragili e spavaldi al tempo stesso”. Due fotocronache sono rispettivamente per l’allarme dell’Onu sul degrado del suolo a livello globale e per i nuovi arrivi di profughi dalla Siria grazie ai corridoi umanitari, mentre l’inchiesta della magistratura siciliana fa emergere accordi “rischiosi” tra la missione italiana e la guardia costiera libica. Un’altra riflessione è di Marina Corradi sul rinascente antisemitismo in Francia: “Il destino di Mireille Knoll agita la comunità ebraica, 400mila persone già in allarme, che alimentano un esodo in Israele e all’estero di 5.000 individui all’anno. Il feroce omicidio di avenue Philip Auguste è solo l’ultimo di una serie di attacchi. Appena un mese fa l’assassinio, sempre nella capitale, di un’altra donna è stato attribuito a motivi antisemiti. Sarah Halimi è stata gettata dalla finestra da un islamico che gridava ‘Allah Akbar’. Nel 2015, in concomitanza con l’assalto a Charlie’s Hebdo, l’attacco a un negozio di alimentari kosher, in cui morirono quattro ostaggi”.