Messaggio
“Più forte della morte è l’amore. È un amore che non può morire”. Lo afferma il vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, mons. Domenico Battaglia, nel messaggio diffuso in occasione della Pasqua. “Per uno come me che cerca, da povero cristiano, di ‘vedere’ Gesù e la sua vita, per lasciarsene in qualche misura contagiare, è fonte non piccola di consolazione il fatto che Gesù stesso abbia provato turbamento della morte”, rivela il vescovo: “Lo ammetto, me lo sarei sentito meno vicino, meno compagno di viaggio, se non ne avesse diviso con me il turbamento, se verso la morte fosse andato con passo arrogante, da eroe, il forte cui non trema il cuore”. Richiamando la “piccola parabola del chicco di grano che, cadendo nell’invisibilità buia della terra, proprio nella sua morte si apre al sussulto di un nuovo germoglio”, mons. Battaglia ricorda che Gesù “nella morte è entrato come noi, come noi è caduto nella terra, ma da quella terra, che sembrava il segno della vittoria del male e della morte, fu resuscitato”. Come il chicco di grano, Gesù , prosegue, è “per tre giorni caduto nella terra, nell’invisibilità, nel silenzio. Ma quel seme riposava nella terra: è rigermogliato. È risorto! E noi ancora oggi vediamo l’albero dare frutti. La linfa giunge fino a noi. E ci rende vivi”. “Vogliamo vedere Gesù!”, sottolinea mons. Battaglia, “era il desiderio che mette in movimento. Ora ti viene detto: hai visto, seguilo”. “Anche tu sii chicco di grano”, l’esortazione. “Stai nella terra di tutti, nell’apparente insignificanza dei gesti quotidiani, nella dedizione apparentemente inosservata, stai nella terra dell’apparente insuccesso, nella terra delle domande senza risposte. E ricorda al tuo cuore la piccola parabola di Gesù: il seme produce molto frutto. Anche se gli occhi stanchi non vedono”.