Omelia
“Il lavoro, in questi tempi difficili, rappresenta una forte speranza nella vita di tante persone e famiglie. Anche questo fa parte delle attese che la Pasqua aiuta a realizzare”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, nell’omelia pronunciata nel corso della celebrazione eucaristica che ha presieduto in cattedrale nel giorno di Pasqua. “Cristo, che ha lavorato con mani di uomo e ha sperimentato la fatica e la precarietà del lavoro, saprà accogliere ed accompagnare con la forza della sua risurrezione il cammino per uscire dal tunnel in cui molti lavoratori oggi si trovano a vivere”, ha assicurato mons. Nosiglia, rilevando che “il ‘sì’ di Dio all’uomo, mediante il suo Figlio, si fa vicino e dà vigore alla fiducia di superare le presenti difficoltà e di ritrovare coraggio ed intraprendenza grazie all’impegno personale e all’azione solidale degli altri”. L’arcivescovo ha poi parlato delle “speranze che animano tanti giovani, da un lato, e anziani, dall’altro: due generazioni che oggi sono divaricate da valori, stili di vita, modelli di riferimento e spesso luoghi e momenti di incontro estranei gli uni agli altri”. “Questa – ha notato – è una delle più gravi iatture della nostra società”. Per Nosiglia, “la speranza della comunità cristiana del nostro tempo” è “quella di poter contare su giovani, adulti e anziani che camminano insieme verso il Signore: i giovani, con il loro entusiasmo, tracciano la strada del futuro e gli adulti e anziani confermano la fede in Cristo risorto, con la coerenza e perseveranza della loro vita, e diventano testimoni di speranza anche per la società divisa, collaborando insieme al suo vero progresso fondato sull’amore”. L’arcivescovo ha poi osservato come “resta determinante nell’animo di ogni uomo la speranza di un mondo di giustizia e di pace per tutti; di rispetto e promozione della dignità di ogni persona, soprattutto dei più deboli, ammalati e sofferenti, indifesi, discriminati ed emarginati”.