Salute

Neonati: Sin, con farina fortificata con acido folico si potrebbero prevenire ogni anno 57mila casi di malformazioni

Introducendo sul mercato farina fortificata con acido folico ogni anno si preverrebbero 57mila difetti alla nascita. La Società italiana di neonatologia (Sin) lancia nuovamente il suo grido di allarme, in seguito allo studio della Emory’s Rollins School of Public Health, in Georgia, che rafforza le raccomandazioni dell’Oms sull’uso di acido folico prima e durante la gravidanza. “Il 70% delle malformazioni neonatali – spiega un comunicato della Sin – potrebbero essere evitate con l’assunzione quotidiana di acido folico durante la gravidanza e nei mesi che immediatamente la precedono. Una pratica poco diffusa in Italia che mette a rischio la vita di centinaia di bambini che in altri Paesi del mondo è stata contrastata con l’introduzione di alimenti fortificati”. Nello studio pubblicato su Birth Defects Research, sono stati valutati i casi di difetti alla nascita in 71 Paesi del mondo, tra cui l’Italia, in cui non vengono utilizzate farine di frumento fortificate e confrontati con gli 81 in cui, invece, vengono utilizzate. Secondo i ricercatori, introducendo sul mercato farina fortificata ogni anno si preverrebbero 57mila difetti alla nascita. “Oggi la prevenzione migliore e più efficace della spina bifida e degli altri gravi difetti del tubo neurale risulta essere la fortificazione con acido folico di alcuni alimenti di largo consumo come le farine o alcuni prodotti da forno – afferma il presidente della Sin Mauro Stronati –. Solo il 30% delle donne, infatti, attua la profilassi volontaria con acido folico, raccomandata dall’Oms nel periodo pre-concezionale, che non si è comunque dimostrata sufficiente a ridurre l’incidenza di queste patologie. Con l’introduzione di alimenti fortificati, invece, come avvenuto in altri Paesi del mondo, si potrebbero prevenire fino al 70% delle malformazioni”. Ogni anno, solo in Europa circa 5.000 feti sono affetti da spina bifida e, secondo stime dell’Istituto superiore di sanità, almeno 200 in Italia. Queste patologie possono essere incompatibili con la vita già in epoca neonatale, o estremamente invalidanti con esiti cognitivi e neuro-motori: alterazioni del controllo degli sfinteri, manifestazioni epilettiche, difetti del tono muscolare e neurosensoriali, paralisi cerebrale.