Convegno
(Udine) Per costruire una “memoria nazionale” della guerra occorre “mettere in circolo le memorie sedimentate in sede locale o regionale”: lo ha affermato Giorgio Vecchio, docente di Storia contemporanea all’Università di Parma e presidente del Comitato scientifico della Fondazione Mazzolari, introducendo il convegno in corso a Udine sul tema “Dalla Trincea alla parrocchia: il ritorno dalla Grande guerra e la memoria” (6-7 aprile, Sala del Consiglio, Palazzo Di Toppo Wassermann, Scuola superiore dell’Università degli Studi di Udine). Al centro dell’attenzione del convegno, promosso dalla Fondazione Mazzolari in collaborazione con l’Istituto friulano per la storia del movimento di Liberazione, le religiosità dei soldati e la presenza dei cappellani militari nel corso della prima guerra mondiale (conclusasi
cento anni or sono) e la “memoria della guerra” una volta tornati a casa concluso il conflitto. La scelta di Udine non è casuale, considerata la vicinanza alla prima linea della “grande guerra” e il coinvolgimento del territorio e delle comunità locali. Lo stesso don Primo Mazzolari, cremonese, che fu in divisa per cinque anni, dal 1915 fino al 1920, svolse una parte del suo servizio nella valle dell’Isonzo e perse il fratello Peppino, cui era molto legato, sul monte Sabotino, dove è sepolto. La guerra viene riletta come difficile banco di prova per la stessa religiosità dei soldati e dei preti cappellani, diversi dei quali, una volta tornati dal fronte, misero in discussione la propria vocazione e la fede stessa e altri lasciarono il ministero.
I lavori del convegno sono stati presentati dal direttore del Dipartimento di studi umanistici e del patrimonio culturale dell’Università di Udine Andrea Zannini, dalla direttrice dell’Istituto friulano per storia del movimento di liberazione Monica Emmanuelli, e dal presidente della Fondazione Don Primo Mazzolari don Bruno Bignami. Nella giornata di oggi sono previste quattro relazioni: Religiosità e superstizione in trincea (Carlo Stiaccini, Università di Genova); I caduti e i reduci, i pellegrinaggi e i sacrari (Lisa Bregantin, Università di Venezia); Sui campi di battaglia. Turismo patriottico e società dei consumi di massa (Emanuele Cerutti, Università di Parma); La monumentalizzazione della guerra in Friuli Venezia Giulia (Paolo Nicoloso, Università di Trieste).