Emergenza

Sud Sudan: Fabi (cantautore), “ascoltare le necessità delle persone prima di organizzare un intervento di aiuto”

“In Sud Sudan bisogna ascoltare le necessità delle persone prima di organizzare un intervento di aiuto umanitario”. Lo ha detto il cantautore Niccolò Fabi, impegnato nel Paese in vari progetti in collaborazione con Medici con l’Africa Cuamm. Fabi è intervenuto stasera a Roma a un incontro dell’organizzazione in cui si è fatto il punto sulla situazione in Sud Sudan a un anno dallo scoppio dell’emergenza fame. “Avevamo raccolto con Max Gazzè e Daniele Silvestri una somma per ristrutturare un reparto di pediatria – ha raccontato -. Un mese dopo la consegna dell’importo ho ricevuto una telefonata da don Dante Carraro (il direttore dell’organizzazione, ndr) che mi diceva che le cose erano cambiate nel Paese e mi chiedeva di stanziare una parte della somma per aiutare gli sfollati. Aiutare non è così semplice. Bisogna ascoltare le richieste”. Dall’attenzione per il Sud Sudan e da un viaggio nel Paese con Gazzè e Silvestri è nata la canzone “Life is sweet”. “Le canzoni non possono raccontare un continente ma scelgono una prospettiva – ha spiegato -. Noi abbiamo fatto un viaggio in Sud Sudan. Vicino alle buche nelle strade, che sono voragini, si formano delle comunità per aiutarsi a oltrepassare questo guado. Mi ha colpito che ciascuno vive in prima persona il passaggio di ogni macchina. A noi è toccato dopo un’attesa di 4 ore. Dopo essere riusciti a superarlo, abbiamo incontrato un uomo che col sorriso spalancato ci ha detto ‘life is sweet’”.