Saluto
“Grazie il pranzo a San Petronio, l’altro lato della stessa mensa, che ha raccolto i tanti che vivono situazioni di sofferenza. Da quella tavola si è intensificata nei mesi successivi una rete di collaborazione per aiutarci ad apparecchiare, sia individualmente sia come comunità, tante mense che spezzano il pane concreto della speranza per chi soffre, a volte terribilmente”. Lo ha detto questa mattina l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi, in piazza San Pietro nel suo saluto a Papa Francesco in occasione dell’Udienza concessa dal Santo Padre alle diocesi di Bologna e Cesena-Sarsina dove si è recato il 1° ottobre dello scorso anno. “Il dono non è un diritto; non è buono riceverlo con sufficienza o impadronirsene dimenticando la grazia e l’amore che esso rappresenta – ha aggiunto il presule -. Padre Santo oggi volentieri e con tanta gioia Le diciamo grazie per la sua visita a Bologna e Cesena”. Ricordando come Bologna abbia “Libertas” come suo motto, cioè “difendere l’uomo affrancandolo da ogni schiavitù”, l’arcivescovo ha sottolineato come “la sua visita è stato un dono che ci ha fatto sentire quanto Lei ci porta nel cuore, noi e tutta la Chiesa e la città degli uomini”. Poi, i “grazie” si sono moltiplicati. “Grazie per la sua amicizia e familiarità, distribuite largamente, cercando di raggiungere tutti perché anche fisicamente abbiamo visto come voleva che nessuno si sentisse escluso – ha affermato mons. Zuppi -. Grazie per averci indicato la diocesanità come il tanto che ci unisce, così necessaria per scoprire le radici più profonde della nostra città e per costruire quel poliedro di comunione che è la Chiesa. Grazie per avere vissuto con noi la conclusione del Congresso eucaristico diocesano e avere voluto celebrare per la prima volta proprio a Bologna la Domenica della Parola”.