Summit

+++ Coree: mons. You Heung-sik (Commissione società), “giorno storico. Ora non si può più tornare indietro” +++

“È un giorno storico. Sono commosso. Piangevo nel vedere le immagini. Il processo di riconciliazione è avviato. Ora non si può più tornare indietro”. Con una voce ricolma di gioia mons. Lazzaro You Heung-sik, vescovo di Daejeon, presidente della Commissione episcopale per la società, esprime al Sir soddisfazione per l’incontro che si sta svolgendo in queste ore a Panmunjom tra il leader nordcoreano, Kim Jong-un, e il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in. Il vescovo racconta quanto sia stato importante l’appello lanciato mercoledì scorso all’udienza generale da Papa Francesco. Il Papa augurava al summit di “avviare un dialogo trasparente e un percorso concreto di riconciliazione e di ritrovata fraternità”, ed ha chiesto – ricorda mons. You – “a tutti coloro che hanno responsabilità politiche di avere il coraggio di essere strumenti e artigiani di pace, esortandoli a proseguire sul cammino di riconciliazione intrapreso. Ha quindi indicato una direzione da intraprendere per una pace vera non solo per la penisola coreana ma per tutta l’area asiatica e il mondo intero”.
Grande eco stanno avendo in Corea le immagini del Summit. “Il popolo coreano non credeva che un incontro tra i due leader fosse possibile. Ora queste immagini ci stanno dicendo che è vero e stanno comunicando un clima di grande fraternità”. Molto importanti – prosegue mons. You – le prime parole scritte sul libro dei visitatori da Kim Jong-un, “ora comincia una nuova storia”. Il vescovo sottolinea anche la presenza al summit di tutti i responsabili militari e diplomatici della Corea del Nord, il fatto che al termine della giornata i due leader sottoscriveranno una Dichiarazione comune e che alla cena di questa sera, offerta dal presidente Moon, parteciperà anche la moglie del leader nordcoreano Kim Jong-un. “Sono tutti segnali positivi – commenta – che indicano un dialogo portato avanti con il cuore e non solo con un linguaggio puramente diplomatico. La situazione che era anormale per più di 60 anni, si sta rapidamente normalizzando. Il recupero della fraternità del popolo coreano finalmente sta arrivando in questa terra, come se la primavera arrivasse dopo un lungo inverno”. La Chiesa, lungo tutto questo periodo di attesa e preparazione, ha seguito e pregato tutti i giorni per questo summit. “Il nostro compito ora come cristiani – dice mons. You – è vivere questa realtà di dialogo in concreto e nel patto di una fraternità mai dimenticata, sempre sperata”. Ora lo sguardo è rivolto verso il vertice tra Kim Jong-un e il presidente Usa Trump che si dovrebbe tenere alla fine di maggio o inizio giugno e al viaggio negli Stati Uniti che il presidente Moon farà a metà mese per preparare il terreno.