750° dedicazione cattedrale
“Non si può essere pietre vive rimanendo nell’isolamento, sconnessi dalla comunità che ci trasmette i doni del Signore. Non si vive nella Chiesa come atomi indipendenti ed autoreferenziali, perché ognuno è in relazione vitale con Dio che lo ha creato e redento e con i fratelli”. Lo ha ricordato ieri sera il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, nell’omelia pronunciata a Monreale nel corso della celebrazione eucaristica che ha concluso il 750° anniversario della cattedrale. “Il duomo di Monreale è orgoglio e fierezza della città, dell’arcidiocesi e di tutta la Sicilia – ha osservato il cardinale – è uno scrigno di fede che si è fatto pietra e mosaico a testimonianza perenne dell’attaccamento dei siciliani alla loro Chiesa e richiede speciale cura, premura e generosità”. Per questo, Parolin, rivolgendosi ai presenti, ha sottolineato che “siete chiamati – con l’aiuto di tutti – a compiere ogni sforzo per custodirlo e mantenerlo rifulgente di luce e di bellezza, in modo da essere all’altezza dei vostri predecessori che l’hanno innalzato”. Il cardinale ha poi ricordato i pilastri “di ogni comunità veramente ecclesiale”: “l’insegnamento degli apostoli”, “la comunione”, “lo spezzare il pane con i fratelli nell’Eucaristia”, “l’assiduità alle preghiere nel tempio, specialmente in alcuni momenti significativi della vita della comunità cristiana”. Il segretario di Stato vaticano ha portato ai presenti anche il saluto di “Papa Francesco, che – ha detto – mi ha incaricato di esprimervi la sua vicinanza e di trasmettervi la sua benedizione”. E ha ricordato che un “ulteriore motivo di letizia” è il “grato ricordo del 5° anniversario dell’inizio del ministero pastorale in questa Chiesa” di mons. Michele Pennisi.