Condoglianze
“Il Papa ha fatto le condoglianze al vescovo di Makurdi (a cui appartiene la chiesa di Mbalom attaccata martedì scorso, ndr), alla Conferenza episcopale e al popolo nigeriano. Si vedeva che ci era molto vicino e sentiva dolore per quest’evento: sono state uccise persone che stavano pregando, tra queste c’erano due preti, e tutto ciò è impensabile, terribile, per noi è una cosa molto grave”. Lo ha raccontato mons. Ignatius Ayau Kaigama, arcivescovo di Jos, ricevuto ieri da Francesco assieme agli altri presuli nigeriani, in un’intervista rilasciata a VaticanNews sulla violenza nel Paese. “Crediamo che ci sia una collaborazione tra Boko Haram e i gruppi di pastori nomadi fulani”, responsabili secondo molti della strage avvenuta questa settimana nella Nigeria centrale, quando nel villaggio di Mbalom, nello Stato di Benue, sono stati uccisi due sacerdoti e almeno 16 fedeli subito dopo la celebrazione della Messa. “In questo momento – aggiunge il presule – possiamo dire che, come già in passato, i fulani avevano attaccato la popolazione degli Stati di Benue, Taraba e Plateau, adesso hanno lanciato quest’ultimo attacco quasi nella stessa maniera. È responsabilità del governo e dell’agenzia per la sicurezza dirci chi sono queste persone che hanno agito”. Il timore di nuove uccisioni ha eco nelle parole del presule. “Se le autorità, le agenzie di sicurezza non fanno molto, piano piano la gente diventa sempre più arrabbiata nel vedere i fratelli o i genitori uccisi. E questo rischia di provocare una reazione violenta”. Anche per questo motivo, ha affermato l’arcivescovo di Jos, “abbiamo invitato il Papa a venire da noi. La sua presenza in Nigeria può generare una vera rivoluzione spirituale”.