Missione
“È un bene che questa situazione ci abbia stancato, ci faccia desiderare di uscire”. È l’ottica costruttiva con cui il Papa, nel suo discorso alla diocesi di Roma, da San Giovanni in Laterano ha analizzato la “generale e sana stanchezza delle parrocchie”. “E per uscire, abbiamo bisogno della chiamata di Dio e della presenza del nostro prossimo”, ha spiegato: “Occorre ascoltare senza timore la nostra sete di Dio e il grido che sale dalla nostra gente di Roma, chiedendoci: in che senso questo grido esprime un bisogno di salvezza, cioè di Dio? Come Dio vede e ascolta quel grido? Quante situazioni, tra quelle emerse dalle vostre verifiche, esprimono in realtà proprio quel grido!”. Un grido, ha detto Francesco a proposito di quello che sale dalla gente della Capitale, che è “l’invocazione che Dio si mostri e ci tragga fuori dall’impressione che la nostra vita sia inutile e come espropriata dalla frenesia delle cose da fare e da un tempo che continuamente ci sfugge tra le mani; espropriata dai rapporti solo utilitaristi e poco gratuiti, dalla paura del futuro; espropriata anche da una fede concepita soltanto come cose da fare e non come una liberazione che ci fa nuovi a ogni passo, benedetti e felici della vita che facciamo”. “Vi sto invitando a intraprendere un’altra tappa del cammino della Chiesa di Roma: in un certo senso un nuovo esodo, una nuova partenza, che rinnovi la nostra identità di popolo di Dio, senza rimpianti per ciò che dovremo lasciare”, ha poi esplicitato il Papa.