Rapporto
L’arcidiocesi di Trento ha pubblicato stamattina il proprio bilancio sociale ed economico con la presentazione del rapporto 2017, dal titolo “La Chiesa per il territorio”, al Collegio arcivescovile. Un’iniziativa compiuta per la prima volta che, per l’arcivescovo, mons. Lauro Tisi, “comincia quest’anno dal perimetro dell’ente arcidiocesi, per estendersi nei prossimi anni anche agli altri enti afferenti, in un percorso graduale”. Se l’operazione trasparenza non matura dentro uno “stile di vita personale e comunitario di stampo evangelico, rischia di essere, semplicemente, un’operazione esteriore”, ha però ammonito l’arcivescovo, precisando peraltro che “la realtà ecclesiale non può essere misurata solo con dati contabili”. “C’è una Chiesa – ha rimarcato – fatta di volontariato e gratuità, spesso nascosti, che nessuna agenzia di rating è in grado di certificare”. Quanto ai beni, “è necessario – ha chiosato l’arcivescovo – che la Chiesa non li consideri propri, ma da amministrare per i poveri e il Vangelo, finalità da cui rischia talora di deviare”. Sul versante patrimoniale, il cui totale attivo ammonta a 117 milioni di euro, l’85% è rappresentato da immobilizzazioni. Di queste, poco più di 38 milioni di euro per terreni e fabbricati strumentali e 27 milioni per terreni e fabbricati non strumentali, i cui canoni di locazione producono un reddito di un milione 447mila euro, al lordo delle spese e degli ammortamenti. Il reddito netto è di 324mila euro. Il patrimonio netto dell’arcidiocesi si attesta a 76 milioni 899mila euro, già al netto della perdita nel 2017 pari a 2 milioni 938mila euro.