Ospedale Bambino Gesù
“Il bambino ha diritto al rispetto della sua persona anche nella fase finale della vita, senza alcun accanimento terapeutico”. E’ quanto si legge all’art. 8 della “Carta dei diritti del bambino inguaribile” elaborata dagli esperti dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma e presentata questa mattina presso l’Istituto. Occorre insomma garantirgli trattamenti “adeguati e proporzionati” ma astenendosi da “ogni ostinazione irragionevole”. “Curare non significa solo guarire”, chiarisce il documento, e parte integrante del processo di cura è il mantenimento del legame affettivo tra genitori e figlio: “Curando i bambini, si cura l’intero nucleo familiare” anche in caso di patologie non guaribili e situazioni ad evoluzione terminale. “Guarire, curare, prendersi cura, accompagnare, sono elementi progressivi dello stesso processo terapeutico rispetto al quale vanno misurate l’adeguatezza e la proporzionalità degli interventi”. Ulteriore diritto, quello all’accompagnamento psicologico e spirituale. Per questo, afferma la Carta, oltre al personale sanitario intorno alla famiglia deve essere garantita la presenza di psicologi, assistenti sociali, educatori, counselor, assistenti spirituali, personale di accoglienza, volontariato. Se richiesta, anche la presenza di un sacerdote o di un ministro del culto del paziente. Infine, “partecipazione nelle attività di cura, ricerca a accoglienza”. Il bambino, l’adolescente e la famiglia hanno il diritto a essere coinvolti e consultati nelle decisioni sanitarie e occorre favorirne, dove possibile, “il ruolo attivo nei comitati ospedalieri”.