Conferenza stampa
“Nel movimento ecumenico dobbiamo togliere dal dizionario una parola: proselitismo. Non può esserci ecumenismo con proselitismo”. Lo ha detto Papa Francesco, durante la conferenza stampa con una sessantina di giornalisti sul volo di ritorno in Vaticano, al temine del pellegrinaggio ecumenico, che si è svolto ieri a Ginevra. Rispondendo a una giornalista che lo sollecita sulla dottrina della “guerra giusta” e sul fatto che la Chiesa cattolica dovrebbe in qualche modo allinearsi alle posizioni di alcune comunità protestanti, cosiddette “Chiese della pace”, Francesco ha risposto rintracciando la causa delle guerre di oggi nella “crisi dei diritti umani”, che “si vede chiara”. “Non c’è la condizione non dico di 70 anni fa, ma di 20 anni fa. E questo è grave perché dobbiamo vedere quali sono le cause per cui si è arrivato a questo”. Poi, il Pontefice ha sostenuto che oggi “i diritti umani sono relativi”: “Anche il diritto alla pace è relativo”. Dal Papa l’esortazione a “risolvere tutti i conflitti”, non “come Caino” ma “con il negoziato, con il dialogo, con le mediazioni”. “Siamo in crisi di mediazioni, in crisi di speranza, di diritti umani, in crisi di pace”. Poi, Francesco ha riconosciuto la presenza di “gruppi piccoli fondamentalisti in quasi tutte le religioni”, che “cercano le guerre”. “Anche noi cattolici ne abbiamo qualcuno”.