Televisione

Nomine cda Rai: Giulietti (Fnsi), “va creato un osservatorio che sollevi incostituzionalità legge Renzi”

“È l’elezione del cda della Rai più riservata e oscura che si ricordi”. È quanto sottolineato da Giuseppe Giulietti, presidente della Fnsi, in occasione della conferenza stampa riguardo al rinnovo dei vertici dell’azienda. “La legge Renzi – ha notato Giulietti – ha preso il peggio della Gasparri. Chi l’ha contrastata ora la applica. Non si fa neanche finta di aprire una discussione. Domani si cadrà nella trappola delle biografie dei singoli consiglieri che lascia il tempo che trova. Non ci possono essere felici sorprese in virtù di questo metodo”. In un altro passaggio, il rappresentante della Federazione ha ricordato come due piani di revisione della Rai, definiti da due amministratori delegati, siano stati in passato accostati. “Perché – ha chiesto – il piano di Gubitosi e di Campo Dall’Orto sono stati affondati? Chiedo a loro e ai collaboratori di fare i nomi e i cognomi. Quali sono i poteri che sono intervenuti per mettere i bastoni fra le ruote? I piani non sono mai arrivati all’Usigrai o alla Fnsi. Se ora c’è un governo del cambiamento, allora, non vediamo l’ora di essere chiamati per una trattativa. Sottopongano finalmente degli atti, nessuno li manderà a casa”. Oltre alle critiche, Giulietti ha lanciato la proposta di creare un osservatorio, composto dagli organismi di categoria, dall’associazione costituzionalisti e dalle principali associazioni per la legalità, “che metta sotto tutela e che sollevi in sede di Corte Costituzionale la distanza fra le sentenze della stessa Corte e la legge Renzi. L’osservatorio deve analizzare il bilancio sociale della Rai e segnalare eventuali allontanamenti dai principi del servizio pubblico”. Anche il segretario dell’Usigrai, Vittorio Di Trapani, ha lanciato una proposta: “Perché non aprire una procedura trasparente per la nomina dell’amministratore delegato che racconti davanti al Parlamento che idea ha della Rai e qual è il suo programma? Non è una questione di nomi – ha ribadito -, abbiamo la convinzione che da una pessima legge non potranno derivare buoni frutti. La posizione che esprimiamo in maniera collettiva è la stessa che abbiamo avuto durante la discussione della legge. Ora ci troviamo nel grande paradosso per cui il governo Renzi criticò la legge Gaspari e prima dell’estate nominò i vertici in base a quella norma. Oggi – ha concluso – il cosiddetto governo del cambiamento fa lo stesso con la legge Renzi”.