Fame nel mondo
In Ciad orientale, nella regione di Salamat, è in corso una crisi nutrizionale. Nel solo mese di maggio 325 bambini malnutriti sono stati ricoverati presso il centro nutrizionale dell’ospedale di Am Timan: è la denuncia di Medici senza frontiere (Msf), che supporta questo ospedale, la cui capacità massima è di 60 posti letto. Il numero dei pazienti è destinato ad aumentare a causa di un’emergenza nutrizionale, ricorrente nel Paese, causata da pratiche alimentari inadeguate, cambiamenti climatici, difficoltà di accesso alla terra e all’acqua e da un fragile sistema sanitario. In Ciad si registra il sesto tasso di mortalità infantile più elevato al mondo e la malnutrizione è tra le principali cause. Le prime vittime sono i più vulnerabili: un bambino su sette muore prima del quinto compleanno, secondo i dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari. “La crisi alimentare che sta colpendo il Ciad è cronica, sappiamo già che ci sarà anche l’anno prossimo. I suoi effetti sono sconvolgenti. Nel nostro ospedale arrivano bambini che non riescono più a ridere, giocare, piangere perché sono troppo deboli. In altre parole, non sono più bambini” dichiara Candida Lobes, operatrice di Msf da poco rientrata dal Ciad. Ogni anno, da maggio a settembre, centinaia di migliaia di persone in Ciad, e nell’intera regione del Sahel, devono affrontare un’estrema insicurezza alimentare a causa del periodo di magra, quando la stagione secca si accompagna al progressivo esaurimento delle scorte alimentari. “I bambini arrivano in condizioni talmente critiche che spesso è troppo tardi per salvarli, muoiono nelle 24 ore successive alla loro ospedalizzazione. Sono le prime vittime della mancanza di cibo, della povertà e delle cattive abitudini alimentari” dichiara nel video il dott. Yannick Tsomkeng di Msf che lavora all’ospedale di Am Timan: “Nell’ultima settimana, abbiamo ricoverato 46 bambini gravemente malnutriti, tutti con complicazioni mediche”. Nel 2017 la situazione nutrizionale in Ciad è peggiorata in modo significativo e la stagione secca è arrivata prima del previsto, causando gravi problemi di insicurezza alimentare a quasi 900.000 persone. In 12 regioni su 23 è stata ora dichiarata un’emergenza nutrizionale e in 15 regioni la prevalenza della malnutrizione grave ha superato la soglia di emergenza del 2%.